Scende il tasso di disoccupazione, ma sempre in meno cercano lavoro

21/06/2005

      martedì 21 giugno 2005

        Pagina 8 – Economia

          LA CONGIUNTURA

            Nel primo trimestre 2005 sotto l´8%. L´Istat: scoraggiamento nella domanda

            Scende il tasso di disoccupazione
            ma sempre in meno cercano lavoro

              Dati positivi da fatturato e ordinativi. Siniscalco: "Un primo segnale di ripresa". La Cgil: "Il governo balla sul Titanic"

                ROBERTO PETRINI

                  ROMA – Scende sotto quota 8 per cento il tasso di disoccupazione, ma il motivo sta nella rinuncia di molti scoraggiati, soprattutto donne, ad iscriversi nelle liste di collocamento. L´Istat ha annunciato ieri che il tasso di disoccupazione destagionalizzato è sceso nel primo trimestre 2005 al 7,9% , contro l´8% dei tre mesi precedenti e l´8,2% del primo trimestre 2004.

                  Funzionari Istat, interpellati dall´Ansa, hanno spiegato che «il motivo principale del calo della disoccupazione è lo scoraggiamento nella ricerca del lavoro. In particolare, c´è un calo della disoccupazione nel Mezzogiorno per la componente femminile, che riflette appunto questo scoraggiamento».
                  Nel Sud il tasso di disoccupazione è sceso di due decimi di punto percentuale al 14,6%, mentre nel Centro-Italia il livello è stabile al 6,8% e al Nord c´è un calo di un decimo di punto percentuale al 4,3%. «Nelle regioni meridionali – spiegano ancora all´Istat – al calo della disoccupazione si associa ancora una volta l´incremento dell´inattività femminile (+98 mila per le donne di 15-64 anni), dovuto al protrarsi della rinuncia a intraprendere concrete azioni di ricerca di un impiego».

                  Anche gli occupati in Italia sono cresciuti nel primo trimestre del 2005 (+0,4%) sul primo trimestre 2004, con un aumento di 84.000 unità. Nel complesso gli occupati sono 22.564.000 (secondo i dati destagionalizzati l´aumento è stato dell´1,4 per cento). Il saldo positivo tuttavia incorpora, sottolineano all´Istat, «il forte aumento della popolazione residente (+1,2%), determinato dall´incremento dei cittadini stranieri registrati in anagrafe».
                  Piccola boccata d´ossigeno anche per l´industria: il fatturato è aumentato ad aprile del 2,3%, maggior rialzo mensile in oltre un anno (il tendenziale è invece diminuito dell´1,1 per cento). Gli ordinativi hanno registrato in aprile un aumento dell´1,5% su marzo e una crescita dello 0,1% tendenziale. Nei primi quattro mesi del 2005 il fatturato dell´industria è diminuito dello 0,5% tendenziale, gli ordinativi hanno registrato una crescita dello 0,5%. Crollo del tessile: sempre ad aprile il fatturato è sceso del 20,9% rispetto ad un anno prima.

                  «Si tratta di un dato positivo perché non ha natura ciclica», ha detto il ministro dell´Economia Domenico Siniscalco riferendosi all´occupazione e ha aggiunto che le cifre sul fatturato e gli ordinativi rappresentano «un segno di ripresa dopo due trimestri insoddisfacenti». Secondo il sottosegretario al Welfare, Maurizio Sacconi , «le riforme del lavoro stanno funzionando». «La soddisfazione di Sacconi – è il commento dell´ex ministro del Lavoro e senatore della Margherita Tiziano Treu – è veramente fuori luogo perché viene fatta una lettura parziale e del tutto di comodo dei dati diffusi dall´Istat, che offrono veramente pochi motivi di soddisfazione». Marigia Maulucci, segretaria confederale Cgil, dice che «solo un governo irresponsabile può affermare, ballando sul Titanic, che si intravedono, dalle rilevazioni odierne dell´Istat su fatturato e ordinativi, segnali di ripresa», mentre Fulvio Fammoni, responsabile del mercato del lavoro della Cgil, parla di «trionfo del precariato». Per il segretario confederale della Cisl, Raffaele Bonanni, «c´è davvero poco di cui rallegrarsi». Paolo Pirani, segretario confederale della Uil, rincara la dose: i dati «non ci inducono all´ottimismo».