Scattato l’allarme turismo 12 mila i posti in pericolo

05/11/2001

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ECONOMIA
Sabato 03 Novembre 2001
CONFINDUSTRIA E CONFCOMMERCIO CHIEDONO AIUTO AL GOVERNO. MARTEDI’ AGENTI E TOUR OPERATOR SFILERANNO A ROMA
Scattato l’allarme turismo 12 mila i posti in pericolo
ROMA Il turismo chiede aiuto. E’ in difficoltà dopo i tremendi attentati negli Stati Uniti dell’11 settembre. Vive «il più grave collasso degli ultimi 50 anni» scrive in una nota la Confindustria che sollecita il governo a intervenire con urgenza. Per sostenere il settore è allo studio uno stanziamento di 50 miliardi che potrebbe essere concesso con un emendamento alla legge finanziaria, dal pomeriggio di lunedì 5 all’esame dell’assemblea del senato. Martedì tour operatori e agenti di viaggio, rappresentati da quattro sigle (Assotravel, Assoviaggi, Astoi e Fiavet), solleciteranno misure anti-crisi con una manifestazione in piazza Santi Apostoli a Roma. La paura di fare le valige e in particolare di volare ha un prezzo enorme. Il quadro disegnato dalla Confindustria è questo: «Prenotazioni dimezzate, giro d’affari dei tour operator in flessione di duemila miliardi entro fine anno, incassi delle agenzie di viaggio crollati del 70%, fabbisogno di cassa integrazione per almeno 12 mila lavoratori». In una lettera inviata al presidente del consiglio Silvio Berlusconi e al ministro Giulio Tremonti, vengono previsti da Sergio Billè, presidente della Confturismo oltre che della Confcommercio, mancati arrivi «pari a 2,5 milioni di stranieri» con «una perdita di ricavi per 610 miliardi di lire che corrispondono alla retribuzione annua di 21 mila addetti». Di fronte a uno scenario così nero, la Confindustria chiede al governo di assegnare con un emendamento alla finanziaria «le risorse necessarie per un intervento urgente di sostegno al settore». E propone di puntare in questa «difficile fase» anche sul rilancio del turismo interno (percorsi culturali e Mezzogiorno in particolare) «mobilitando enti locali e sistema privato e pubblico dei trasporti». Anche per Billè sono indispensabili «misure concrete» di carattere finanziario «che confermino la crescente centralità del settore». Giancarlo Abete, presidente della Federturismo, sostiene la necessità di lavorare su tre fronti diversi: costo del lavoro, fisco e promozione. Fra l’altro immagina l’estensione temporanea della cassa integrazione anche alle imprese sotto i cinquanta dipendenti e lo slittamento di scadenze e adempimenti tributari. Le quattro associazioni che hanno organizzato la manifestazione di martedì puntano inoltre allo sgravio totale degli oneri sociali per il personale dipendente e parasubordinato almeno fino al 30 aprile 2002, alla riduzione dell’iva e alla concessione di crediti agevolati. Giuseppe Boscoscuro, presidente dell’Astoi, parla di «un pacchetto minimo di urgenza per dare ossigeno nell’immediato al settore». Boscoscuro fa presente che la manifestazione è stata indetta per «sollecitare un intervento da parte del governo», inizialmente assicurato dal ministero delle attività produttive guidato da Antonio Marzano ma per il momento ancora «bloccato». L’inserimento delle misure di sostegno in un maxi emendamento all’articolo 36 della legge finanziaria è comunque annunciato dal relatore Ivo Tarolli, senatore del gruppo ccd-cdu. La richiesta di misure di sostegno avanzata dalla Confindustria è giudicata «fondata» dal presidente della commissione industria del senato Franco Pontone, esponente di Alleanza nazionale. Pontone ritiene importante intervenire soprattutto per il Mezzogiorno «dove la crisi è molto pesante perchè il crollo delle prenotazioni e i giri d’affari dimezzati vanno ad aggiungersi a una situazione di per sè difficile».
[r.ipp.]
 

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