Scattano i consumi delle famiglie: +1,5%

11/06/2004

        sezione: IN PRIMO PIANO
        data: 2004-06-11 – pag: 3
        autore: L.L.G.
        Scattano i consumi delle famiglie: +1,5%
        Dinamismo nei primi tre mesi – Pil: +0,8% sul 2003
        ROMA • Primi segni di dinamismo da parte della nostra economia. Nel primo trimestre dell’anno in corso, il prodotto interno lordo (Pil) è cresciuto dello 0,4% sul trimestre precedente e dello 0,8% sul trimestre corrispondente dell’anno prima. Nel renderlo noto, l’Istat ricorda che questi dati confermano le stime preliminari diffuse un mese fa.
        Si tratta di dati destagionalizzati e corretti per tener conto del numero di giorni lavorativi. Tra le componenti più significative dell’aumento del Pil, l’Istat indica la spesa delle famiglie salita, nel trimestre in esame, di un punto e mezzo rispetto allo stesso periodo del 2003 e dello 0,8% sul trimestre precedente. E, al suo interno, i consumi di beni durevoli, che si confermano i più vivaci con una crescita del 3,5% sull’anno prima.
        Gli acquisti di servizi sono saliti — nello stesso periodo — dell’1,6%, quelli di beni non durevoli dello 0,7 per cento. Sostanzialmente invariata la spesa delle Pubbliche amministrazioni, con un modesto calo dello 0,1% tra l’ultimo trimestre 2003 e il primo 2004 e un incremento dell’1,1% nel confronto annuale. Gli investimenti fissi lordi sono aumentati a loro volta, rispetto all’ultimo trimestre del 2003, del 2,5 per cento. Sono aumentati dello 0,7% sul corrispondente periodo dell’anno passato.
        Da rilevare che gli investimenti avevano accusato variazioni negative in tutti e quattro i trimestri del 2003, con un calo particolarmente sensibile proprio nel periodo gennaio-marzo dell’anno passato. Quanto ai singoli settori, le variazioni annuali sono state del più 0,9% per i macchinari e altri prodotti, del più 0,6% per le costruzioni, del più 0,4% per i mezzi di trasporto. A gennaio-marzo 2004 e rispetto a ottobre-dicembre 2003, gli investimenti in mezzi di trasporto sono saliti dell’8,2 per cento. Ma avevano accusato, e molto a lungo, variazioni pesantemente negative in entrambe le serie, sino a quella record di meno 20,5% nell’ultimo trimestre dello scorso anno rispetto allo stesso periodo del 2002. E ora, importazioni ed esportazioni. Le prime, di beni e servizi, sono calate dell’1,5% nel confronto tra i primi tre mesi del 2004 e gli ultimi del 2003 (ma più 0,8% nel confronto annuale). Ne consegue che, tra Pil lievemente cresciuto e importazioni calate, il totale delle risorse è risultato sostanzialmente stazionario.
        Ma anche le esportazioni sono risultate, nei primi tre mesi del 2004, in calo del 2,1% rispetto al trimestre subito precedente. Calo che si trasforma in un modesto aumento dello 0,4% nel confronto annuale. Se in Italia la variazione congiunturale del Pil, ovvero quella riferita al trimestre precedente, è risultata come detto positiva per lo 0,4%, negli altri maggiori Paesi europei le cose vanno meglio, ad eccezione della Germania, attestata su un livello di crescita identico al nostro. La Francia ha realizzato invece un incremento congiunturale del Pil dello 0,8%; la Gran Bretagna dello 0,6 per cento. In termini tendenziali, ovvero riferiti allo stesso trimestre dell’anno prima, la Gran Bretagna svetta con una crescita del 3,0%; segue la Francia con l’1,7 e la Germania con un modesto 0,7 per cento. Nel complesso dell’area euro, il Pil è cresciuto dello 0,6% rispetto al trimestre precedente e dell’1,3% sul primo trimestre 2003. Negli Usa e in Giappone il Pil ha messo a segno, in termini congiunturali, aumenti rispettivamente dell’1,1 e dell’1,5 per cento. In termini tendenziali la crescita è stata, per entrambi i Paesi, di un robusto 5,0 per cento. Ritornando all’Italia e passando al valore aggiunto, un andamento congiunturale molto positivo si rileva nel settore agricolo, con un aumento del 4,8 per cento.
        Cresce anche, ma meno, il valore aggiunto del settore che raggruppa commercio, alberghi e pubblici esercizi (più 1%); quello delle costruzioni (più 0,7), altri servizi (più 0,3) e industria in senso stretto, più 0,2 per cento. In flessione dello 0,3%, invece, il valore aggiunto di credito, assicurazioni, attività immobiliari e servizi professionali. Infine l’Istat rende noto che il deflatore del Pil è aumentato, nel primo trimestre 2004, dell’1,2% sugli ultimi tre mesi del 2003; quello della spesa delle famiglie dello 0,6 per cento. Nell’anno, il deflatore del Pil è aumentato del 3,2%, quello delle famiglie del 2,1 per cento.