Scattano gli aumenti sui bolli

02/02/2005

    mercoledì, 02 febbraio 2005

    Pagina 29 – Economia

    Più care concessioni radio e tv. A giugno seconda raffica di rincari. Deficit a 2,6 miliardi a gennaio
    Scattano gli aumenti sui bolli
    stangata anche sui conti in banca
    Costi fino a 60 euro a famiglia. Migliora il fabbisogno

    Tasse più alte sugli acquisti della prima casa, sui brevetti e sulle licenze
    Salta però il ritocco sulle schede prepagate dei telefonini. Invariato il canone televisivo

    ROBERTO PETRINI

    ROMA – Arriva la stangata sui bolli per finanziare il taglio dell´Irpef. Da ieri tasse più alte sugli acquisti della prima casa e i brevetti per le invenzioni, sull´apertura di una radio privata e per la licenza annuale da orafo, sul porto d´armi e sulla licenza di caccia. Ma anche sui conti correnti bancari, che all´ultimo momento sembravano esclusi, si registrano aumenti del 30 per cento pari a 8,64 euro annui. Per le famiglie italiane, secondo le valutazioni dell´Adusbef, il maggiore esborso sarà in media di 50-60 euro l´anno in più.

    La stangata da 1,12 miliardi sui bolli e sulle concessioni governative è stata pubblicata ieri sulla «Gazzetta Ufficiale». Il rincaro è stato introdotto con la manovra Finanziaria ed è lievitato da 500 a 1.120 milioni di euro nel corso dell´esame, quando sono state riviste le coperture per la riduzione dell´Irpef. «Se le previsioni di maggior gettito del governo sono corrette, nel prossimo triennio gli italiani pagheranno in complesso più tasse», hanno commentato ieri Silvia Giannini e Maria Cecilia Guerra sulla «lavoce. info» che, dopo il decreto sui bolli che si somma alle altre manovre varate nel 2004 e che avranno effetto per quest´anno, stimano un aumento netto di imposte nel 2005 per 5,5 miliardi di euro.


    La manovra sui bolli sarà attuata in due tranche. La prima è scattata ieri, la seconda sarà avviata entro giugno per tutte le altre voci, dalla marca che si paga per i passaporti o per la patente nautica, fino al bollo che si applica sulle pubblicazioni delle nozze. A schivare il rincaro saranno solo il canone Tv e la tassa sugli abbonamenti dei telefonini cellulari: fino all´ultimo si è temuta anche una estensione della tassa di concessione governativa alle ricariche prepagate per equipararle agli abbonamenti. Ma dopo un braccio di ferro all´interno del governo si è rinunciato ad agire su entrambe.


    L´aumento dei tributi colpirà pesantemente i conti correnti postali e anche la compravendita delle prime case. Da febbraio il bollo sui conti correnti bancari e postali dei clienti privati – secondo quanto riportato dalle tabelle del decreto pubblicato in Gazzetta – passa dai 25,56 euro pagati attualmente a 34,20 euro. Il rincaro è legato all´aumento da 17,04 a 22,80 euro dell´imposta base, alla quale si applica poi una maggiorazione del 50 per cento introdotta negli anni passati. Anche per le società il bollo sui conti correnti aumenterà: dai 55,77 del passato 73,80 euro che scattano da febbraio.


    Per la casa l´aumento dei bolli sarà sensibile. I cittadini alle prese con l´acquisto di una seconda casa avevano già contribuito con la manovrina bis di luglio, quando erano lievitati moltiplicatori ai fini dell´imposta di registro e anche l´imposta sostitutiva applicata per la richiesta di mutui. Ora arriva il rincaro anche per le imposte ipotecarie, catastali e di registro di chi acquista la prima casa. L´aumento è del 30 per cento, di oltre 115 euro, per chi compra la casa da una impresa di costruzioni: prima pagava 387,33 euro, ora 504 euro. L´acquisto tra privati, richiederà invece il pagamento di imposte fisse pari a 336 euro, contro i 258,22 euro dovuti in precedenza: circa 77 euro in più.


    Migliora intanto il fabbisogno di gennaio. Nel primo mese del 2005 i conti di cassa del settore statale hanno registrato un fabbisogno circa 2,6 miliardi di euro rispetto al fabbisogno di 3,1 miliardi di gennaio 2004. Secondo il Tesoro il contenimento strutturale della spesa corrente, cioè il tetto del 2 per cento fissato dalla Finanziaria, ha consentito un miglioramento di 500 milioni del fabbisogno di gennaio 2005, rispetto a quello dello scorso anno. Il fabbisogno del settore statale segna a gennaio un miglioramento del 16,1 per cento rispetto ai 3.100 milioni di euro di disavanzo del primo mese del 2004, un dato considerato allora davvero negativo visto che si confrontava con i 994 milioni di euro del gennaio 2003. A pesare su gennaio sono gli anticipi di imposta versati dalle banche a dicembre, quando sono state chiamate a girare al fisco l´1,5% di quanto incasseranno nel 2005 sotto forma di imposte con il modulo F24. In pratica le banche hanno anticipato a dicembre circa 4,3 miliardi di euro che poi possono iniziare a «scontare» dalle imposte dovute a partire da gennaio 2005.