Scatta la battaglia del Tfr

09/05/2005
    sabato 7 maggio 2005

      Scatta la battaglia del Tfr
      Cobas, Rdb, Cub lanciano la campagna sui fondi pensione

        I Cobas della scuola hanno invitato ieri a discutere a Roma tutto il mondo del sindacalismo di base, dell’associazionismo (Attac), la Fiom e i partiti della sinistra radicale. Tema: le pensioni. Obiettivo: lanciare una grande campagna di sensibilizzazione dei lavoratori sulla cessione del Tfr. I Cobas, insieme alle Rdb e alla Cub invitano cioè i lavoratori a rifiutare il ricatto del silenzio-assenso. Secondo Piero Bernocchi, leader dei Cobas della scuola, non sarà difficile convincere i lavoratori in tutti i settori a tenersi il loro Tfr. C’è molto diffidenza anche nella nostra categoria di insegnanti, spiega Bernocchi. La gente non si fida dei fondi pensione sindacali e non si fida – è sempre la tesi dei Cobas – delle proposte dei sindacati confederali che cercano di spiegare le differenze positive tra fondi pensioni e assicurazioni private. I Cobas pensano insomma che in una situazione di incertezza come quella attuale e in un quadro in cui i fondi pensione coprono (e copriranno) solo una parte del mondo del lavoro e non riescono a dare una risposta a tutto il vasto mondo del precariato e dei giovani, la cosa migliore da fare è quella di tentare di far fallire il lancio dei fondi pensione.

        E il modo per riavviare un vero ripensamento di tutta la materia previdenziale è quello di bloccare il silenzio-assenso in modo tale che anche i sindacati e la sinistra nel suo complesso saranno obbligati a ripensare anche le riforme degli anni Novanta.

          Il nodo, infatti, non sono tanto i fondi pensione, quanto le riforme che hanno abbassato il grado di copertura della pensione pubblica. Si tratterebbe, sempre secondo i rappresentanti del sindacalismo di base, di ripensare in particolare la riforma Dini. Su questo punto però si riscontrano impostazioni diverse tra i rappresentanti dei Cobas e i rappresentanti dei partiti della sinistra radicale: ieri mancavano i Verdi, ma all’assemblea dei Cobas c’erano sia Rifondazione che il Pdci.

            La difficoltà di tutti i partiti della sinistra sembra essere dunque quella della riforma della riforma. In vista del nuovo governo una riscrittura della Dini sembra cioè fuori dall’orizzonte delle cose praticabili. Un’altra difficoltà di trovare un posizione unitaria di lotta sta nella scelta dei sindacati, di tutti, Fiom compresa, di creare e sviluppare fondi pensione di categoria. Ieri Cremaschi ha spiegato le contraddizioni che la stessa Fiom vive. Un discorso che rimane dunque tutto aperto.