Scatta la 488 per il commercio.

23/11/2000

loghino.gif (3272 byte)





Giovedì 23 Novembre 2000 testata_quotidiano
Dal 15 dicembre le richieste di fondi Commercio, pronti i bandi per la 488

MILANO. Summit decisivo ieri al ministero dell’Industria sull’estensione degli incentivi della legge 488 anche al settore commerciale nelle aree depresse. Entro metà dicembre si aprirà la fase per la presentazione delle domande dopo il varo del relativo bando. L’iter per la verifica dei progetti dovrebbe iniziare intorno alla metà di febbraio. Per la presentazione dei progetti dovrebbero essere quindi disponibili due mesi.

Per la fase istruttoria sono previsti almeno quattro mesi, tra il periodo di competenza delle banche e degli istituti selezionati e quello di pertinenza del ministero dell’Industria.

Pertanto si dovrebbe entrare nella fase esecutiva vera e propria intorno all’estate con la definizione dei progetti idonei. I fondi a disposizione ammontano nel complesso a un migliaio di miliardi.

Chierchia A pag.12






Giovedì 23 Novembre 2000 italia – economia
L’Industria ha definito il percorso per l’assegnazione degli incentivi: entro il 15 dicembre il bando che apre i termini per le domande.

Scatta la 488 per il commercio.
Da febbraio le istruttorie, a giugno via all’erogazione dei fondi.
A disposizione circa mille miliardi

MILANO. Entro metà dicembre decollerà il progetto «488 per il commercio». Ieri, nel vertice che si è svolto al ministero dell’Industria con i rappresentanti delle organizzazioni del settore distributivo (si veda «Il Sole-24 Ore» di ieri) è stato stabilito che il bando partirà di fatto entro la metà di dicembre. Dopo molti mesi di attesa per il settore distributivo si volta pagina, inaugurando un meccanismo nuovo di incentivazione nelle aree depresse. Ci saranno poi due mesi di tempo per la presentazione dei progetti e la contestuale richiesta dei fondi. Quindi, si dovrebbe arrivare all’incirca intorno alla metà di febbraio per l’inizio della fase istruttoria.

La verifica dei progetti dovrebbe andare avanti per quattro mesi, di cui tre di pertinenza delle banche e degli istituti che fanno parte del network di valutazione messo in piedi dall’Industria, mentre le verifiche del ministero dovrebbero durare almeno un mese. A conti fatti quindi si entrerà nella fase operativa a partire dalla seconda metà di giugno.

È stata poi definita la stima sull’entità delle risorse disponibili. Rispetto ai 1.600 miliardi ventilati in precedenza, ci si dovrebbe attestare intorno ai più realistici mille miliardi recuperati da vari capitoli di finanziamento.

L’estensione della legge 488 al settore commerciale è una novità assoluta, come più volte sottolineato. La bozza di circolare esplicativa e di indirizzo elaborata dall’Industria per chiarire tutti gli aspetti procedurali di un meccanismo complesso, peraltro modellato negli anni sulle esigenze del settore industriale manifatturiero, è stata oggetto di rilievi da parte di diverse associazioni di imprese del settore. Il ministero ha accordato qualche giorno per presentare delle note sulla questione anche se i margini di intervento sul testo sono molto stretti, in quanto, in caso di modifiche sostanziali ad alcuni meccanismi applicativi, si rimetterebbe in moto l’iter di verifica all’interno della Conferenza Stato-Regioni, che allungherebbe i tempi in misura sostanziale.

È probabile quindi che il primo bando divenga di fatto «sperimentale» e che correttivi di vario tipo possano essere studiati nel frattempo e varati nella seconda fase di incentivazione con il prossimo bando.

Uno dei nodi da sciogliere ad esempio sarà quello degli asset immobiliari, determinato dal fatto che difficilmente nel settore delle imprese medio-grandi le società che curano la gestione degli immobili a destinazione commerciale coincidono con quelle che invece sviluppano i progetti di investimento e sviluppo sul fronte distributivo.

Per quanto riguarda la modulazione delle risorse, da una prima ricognizione la maggior parte dei fondi dovrebbe sostenere i progetti presentati da piccole e medie imprese (non sono considerate le ditte individuali), mentre per le realtà distributive di dimensione maggiori non si dovrebbe andare oltre il 25-30% del volume complessivo di aiuti.

Inoltre la gran parte dei fondi, sulla base anche delle indicazioni Ue, servirà a promuovere la razionalizzazione e il consolidamento delle strutture commerciali nelle aree dell’Obiettivo 1, con una parte molto limitata per l’Obiettivo 2.

Un rilievo a parte viene accordato agli investimenti delle imprese per la certificazione della qualità ambientale in base a un apposito indicatore, mentre viene anche accordato un punteggio migliorativo a progetti che contemplino accorpamenti di unità locali.

Vincenzo Chierchia