Scalone: Duello D’Alema-Cgil

02/07/2007
    sabato 30 giugno 2007

    Pagina 9 – Primo Piano

    «Non ci sono soldi
    per lo scalone»
    Duello D’Alema-Cgil

      Ma Prodi apre sugli incentivi a chi resta al lavoro

        Mario Sensini c

        ROMA — «I soldi per cancellare lo scalone non li abbiamo e anche se li avessimo ritengo sarebbe sbagliato metterli tutti in un’operazione di questo tipo ». Così ieri Massimo D’Alema gela la platea della Festa Cgil a Serravalle Pistoiese. Al vicepresidente del Consiglio replica immediatamente il segretario generale del sindacato, Guglielmo Epifani: «Il programma del centrosinistra parla di abolizione dello scalone: una certa coerenza dovrebbe essere mantenuta ». Sul problema della riforma Maroni, che prevede l’aumento dell’età pensionabile a 60 anni dal 2008, interviene anche il ministro dell’Economia, Tommaso Padoa-Schioppa: «Il governo guarderà all’interesse generale», dice in un’intervista al Tg1, freddando anche lui i sindacati. Il ministro poi tranquillizza l’Unione Europea sul Dpef: «Bocciatura è il titolo di un’agenzia. In realtà la dichiarazione di Almunia è pienamente condivisibile: apprezza il risanamento e ci ricorda che il debito è alto e la spesa previdenziale elevata».

        «I conti sono in ordine. Nel 2008 — insiste il sottosegretario alla Presidenza, Enrico Letta — possiamo puntare alla Finanziaria più leggera della storia». Soprattutto quando si sarà sgombrato il campo dalla riforma delle pensioni, sulla quale il governo vuole riprendere le trattative con le parti sociali la prossima settimana. Romano Prodi confessa di essere rimasto «molto sorpreso dalla rottura con i sindacati, perché i passi più difficili, secondo me, li avevamo compiuti». «Lavorerò per un accordo a breve» dice il premier in un’intervista a Radio Popolare.

        Il governo è ottimista, il segretario Ds Piero Fassino dice che non si è distanti da un accordo, ma le difficoltà sono evidenti. La Cgil e la sinistra radicale non vogliono sentir parlare di aumento dell’età minima di pensione oltre i 58 anni. Il fronte a sinistra è compatto: anche il presidente della Camera, Fausto Bertinotti, al quale si attribuivano delle aperture, fa sapere di condividere in pieno la posizione di Rifondazione. Per gli operai l’aumento dell’età avrebbe «un impatto di intollerabilità sociale».

        Sull’altro fronte, Walter Veltroni incalza il governo. «Le risorse andrebbero spostate sulla lotta alla precarietà. L’aumento dell’età pensionabile è assolutamente un obiettivo» dice il sindaco di Roma, candidato alla guida del Partito democratico. «Se la prospettiva di vita è più lunga allora è quasi aritmetico che si debba alzare l’età pensionabile» aggiunge Veltroni: «Non possiamo continuare con una società che tutela chi è già tutelato e lascia senza tutele chi non ne ha affatto. Questo è quanto di più lontano esista dalle idee di sinistra».