Scajola: «Cig inaccettabile» Se ne accorge anche il governo

28/01/2010

Fare qualcosa che provochi una reazione pressoché unanime del mondo politico è cosa difficile, se non impossibile, nell’Italia odierna. Eppure la Fiat c’è riuscita. La sua decisione di bloccare per due settimane tutti gli stabilimenti auto italiani, con ben 30.000 lavoratori coinvolti, ha sollevato un coro di critiche a prescindere dagli schieramenti, creando non pochi imbarazzi all’interno dell’esecutivo Berlusconi. E non si può dire che lo stop alla produzione abbia riscosso consensi in altri ambiti, se è vero che ieri il titolo Fiat ha perso addirittura il 4,86% in Piazza Affari, scendendo fino a 9 euro di prezzo. I malumori governativi sono stati testimoniati nella mattinata di ieri dal duro intervento del ministro dello Sviluppo economico. «Questa rapidità di decisione della Fiat – ha dichiarato Claudio Scajola davanti alle telecamere di Sky – per avviare a fine mese la cassa integrazione per tutti gli stabilimenti mi pare una cosa non opportuna. Con la Fiat i nostri contatti sono continui ma non sapevamo che avesse deciso di effettuare un annuncio. Questo rende tutto più difficile. Mi auguro che si possa riannodare il filo. Ma sicuramente questa decisione non opportuna in questo momento rende più difficile la vertenza». Sulla stessa lunghezza d’onda il ministro del Lavoro. «Per quanto mi riguarda il provvedimento della Fiat l’ho appreso dalla stampa», ha commentato secco Maurizio Sacconi.
«È una decisione unilaterale – ha aggiunto a margine del congresso della Confsal – e in quanto tale mette in discussione il dialogo sociale. Noi abbiamo messo a disposizione gli ammortizzatori sociali con l’impegno a condividere un percorso ed evitare decisioni unilaterali». Il ministro ha poi concluso auspicando «di poter riannodare il filo del dialogo che non vogliamo ritenere spezzato».
TRATTATIVA DIFFICILE
Proprio domani è previsto un incontro al ministero, con azienda e sindacati, sulla spinosissima questione dello stabilimento Fiat di Termini Imerese, ma a questo punto è facile prevedere che il discorso si allargherà a tutta l’attività italiana del Lingotto e sulle garanzie a tutela dei lavoratori. E Scajola ha lanciato quello che in un tale contesto ha tutta l’aria di un avvertimento indiretto al Lingotto: «È evidente che gli incentivi al settore auto sono una droga e che, quindi, a lungo destabilizzano il mercato. Ecco perchè noi intenderemo dare incentivi di minore entità per un periodo più breve in modo che si arrivi ad esaurire il percorso degli incentivi insieme ad un rinnovato parco auto nel nostro Paese». Molto dure anche le reazioni dell’opposizione alle due settimane di cassa integrazione. «Il governo non può subire passivamente le scelte ricattatorie della Fiat – ha affermato il senatore del Pd, Giuseppe Lumia -. Bisogna fare marcia indietro sugli ecoincentivi che, comunque, a prescindere dalla volontà dell’esecutivo, tutti i parlamentari siciliani non dovrebbero votare. È troppo comodo – ha aggiunto – usufruire delle risorse pubbliche quando l’azienda è in passivo e spartire gli utili agli azionisti quando l’azienda è in attivo». La Fiat, ha concluso Lumia, «sta giocando sporco: dapprima sostenendo che lo stabilimento di Termini Imerese è diseconomico e oggi, proprio nel momento in cui si sta decidendo sulla portata degli ecoincentivi, annunciando lo stop della produzione e la cassa integrazione».