Sbarca in Italia la catena spagnola Zara

10/04/2002





Sbarca in Italia la catena spagnola Zara
MILANO – Dopo l’annuncio di ottobre, lo sbarco, il cinquecentoventesimo nel mondo. Arriva in Italia, a Milano, la catena spagnola Zara, core business del gruppo galiziano Inditex: terzo marchio di abbigliamento al mondo con vendite 2001 per 2.470 milioni di euro (su un totale di gruppo di 3.250 e con profitti netti di 340 milioni). Il megastore di corso Vittorio Emanuele, 3mila metri quadrati su quattro piani tutto marmi e cristalli – «il più bello che abbiamo nel mondo», secondo Amancio Ortega, patron del gruppo, uno degli uomini più ricchi e più silenziosi di Spagna – è stato inaugurato ieri da Inditex (uno dei titoli di punta della Borsa di Madrid con una capitalizzazione di 13.339 milioni di euro) e dal gruppo bergamasco Percassi, partner al 49% degli iberici nella joint venture Zara Italia. Informazioni con il contagocce sugli investimenti complessivi previsti in Italia, dove sarà aperto «un numero importante di negozi» di almeno 1.000-1.200 metri quadrati partendo dalle grandi città. «Sono grandi spazi difficili da reperire – hanno spiegato Ramon Renon e Antonio Percassi – ma per store intorno a 1.500 metri quadrati l’investimento si aggira sui 5 milioni di euro». Per quello milanese, in realtà, si parla ufficiosamente di 6 milioni di euro (senza buonuscita perché lo spazio, precedentemente con insegna Swatch, era già nelle mani di Percassi), mentre sugli incassi previsti nel primo esercizio «il target – è stato detto – viaggia tra i 13 e i 20 milioni di euro, con l’obiettivo di raggiungere il break even nel primo anno ma senza drammi se ciò dovesse accadere più tardi». Nella joint è previsto che Percassi, che si occuperà degli aspetti immobiliari dello sviluppo di Zara, possa salire al 50% entro 5 anni al raggiungimento di determinati obiettivi. Il gruppo bergamasco gestisce prevalentemente business immobiliari a cui abbina da anni affari nel retail. È stato e continuerà a essere senza imbarazzo partner primario del gruppo Benetton, competitor di Zara: «Sto con due belle donne, è il massimo», ironizza l’imprenditore bergamasco, ex difensore e successivamente presidente dell’Atalanta Calcio. Nel 2000 Percassi ha realizzato ricavi consolidati per circa 300 milioni di euro con un utile netto di 75 milioni, al quale hanno contribuito plusvalenze importanti per la cessione di cespiti immobiliari (nel 2001 la previsione è di un fatturato in crescita e di profitti, di conseguenza, inferiori). Il vantaggio competitivo di Zara è determinato dall’enorme numero di modelli offerti (11mila all’anno, escluse le varianti di taglie e colori), spesso "clonati" dalle più prestigiose griffe, dalla velocità di arrivo sul mercato (un record di appena due settimane dalla creazione alla consegna nei negozi) e dai prezzi che in Italia saranno inferiori rispetto a quelli di Francia e Gran Bretagna. «Ogni volta che in giro per il mondo analizzavo i marchi ancora assenti dall’Italia – ha concluso Percassi – mi venivano i brividi a vedere l’assalto ai negozi Zara. Poi, con i miei figli Matteo e Stefano, abbiamo conosciuto Ortega e siamo entrati subito in sintonia». Da oggi registratori di cassa aperti: con 94 addetti alla vendita e altri 25 "volanti" che lavoreranno il sabato per riappendere alle grucce o piegare sugli scaffali i capi provati dai consumatori. Paola Bottelli

Mercoledí 10 Aprile 2002