Savona. Il giorno del pranzo al sacco

05/05/2003








              sabato 3 maggio 2003

              Mense scolastiche e aziendali in sciopero lunedì. E’ la più massiccia protesta del settore terziario
              Il giorno del pranzo al sacco
              Pasti assicurati solo all’ospedale e negli asili
              Si fermano,lunedì,i lavoratori delle mense scolastiche,ospedaliere e aziendali di tutta la provincia.
              Lo sciopero indetto da Filcams Cgil,Fisascat Cisl e Uiltucs Uil,per il mancato rinnovo del contratto di lavoro nel settore terziario,creerà notevoli disagi all ’utenza, soprattutto nelle
              scuole materne ed elementari.
              Alla Camst, l ’azienda che ha in appalto il servizio di risto-
              razione,l ’adesione allo sciopero dovrebbe essere massiccia.
              «Ci aspettiamo l ’astensionedal lavoro dell ’80-90 per cento del personale »,dicono i sindacati.
              Il Comune ha quindi messo in allerta le famiglie, con un
              volantino: lunedì la mensa potrebbe rimanere chiusa,
              quindi è opportuno portare i bimbi a scuola con il pranzo
              al sacco.Il discorso vale per le materne e le classi delle ele-
              mentari che fanno il tempo pieno.
              «Nessun problema,invece, negli asili nido — assicura l ’as-
              sessore ai servizi sociali Lorena Rambaudi —in quanto la
              Policoop ha fatto sapere che il proprio personale sarà rego-
              larmente al lavoro » .Tirano, dunque,un sospiro di sollievo,
              le famiglie degli utenti più piccoli,per i quali sarebbe stato obiettivamente n problema consumare un pasto al sacco.
              Disagi sono previsti anche all ’ospedale San Paolo,
              le cui cucine sono affidate alla Pedus. In questo caso, però, il
              contratto d ’appalto obbliga a garantire comunque il pasto ai
              degenti.
              «Abbiamo predisposto un menù d ’emergenza, come si fa
              in queste circostanze »,spiegano i responsabili dell ’azienda
              di ristorazione. Ci sarà soltanto meno scelta, ma la direzione dell ’ospedale esclude che possano saltare il pranzo o la
              cena in corsia. La cucina resterà invece chi sa per i dipendenti ospedalieri.
              I sindacati prevedono n ’adesione alla sciopero superiore al 70 per cento, anche in altre mense aziendali della provincia. Alla Bombardier e all ’Enel di Vado, per esempio, alla Ferrania, alla Magrini di Bragno, alla Piaggio di Finale
              Ligure. Migliaia di lavoratori, lunedì, potrebbero trovare le
              cucine sbarrate.
              Diversa la situazione per albergi e ristoranti.
              Non dovrebbero subire contraccolpi, dal momento che tali iniziative hanno tradizionalmente molto meno seguito nelle strutture turistiche.
              Il personale delle mense organizzerà, a partire dalle 10,
              un presidio di fronte alla sede provinciale dell ’Ascom,
              in via Pia, per fare conoscere alla popolazione le difficoltà della categoria.
              Presidi analoghi avranno luogo anche a Genova, La Spezia e Imperia.
              E ’la prima volta che a Savona si annuncia n ’adesione
              così forte ad uno scipero dei lavoratori del terziario.
              Bruno Lugaro

              i SINDACATI

              «Aumentano le tariffe dei servizi
              ma non gli stipendi del personale»

              «Da sedici mesi aspettiamo inutilmente il rinnovo del contratto ».Ecco la ragione per cui, lunedì, il personale delle mense si asterrà dal lavoro per l ’intera giornata.
              Spiega Fulvia Veirana, della Filcams Cgil:«A fronte di
              un pesante aumento dei prezzi e delle tariffe dei servizi (vedi, ad esempio, il caso-Savona), questi lavoratori non hanno visto entrare un centesimo in più in busta paga.
              Continuano a percepire stipendi medi mensili che oscillano tra i 350 e i 500 euro ».
              In più occasioni si è cercato di aprire un tavolo di trattativa,
              ma «la parte padronale, rigettando le nostre considerazioni, non vuole firmare alcun accordo »sostengono le organizzazioni sindacali.
              «Non solo non c ’è stato alcun adeguamento economico —
              prosegue la Veirana —;ma anche sulla parte normativa
              non sono stati compiuti passi in avanti ».
              Il personale delle mense ha generalmente contratti part-
              time,con stipendi piuttosto bassi.Vive,secondo i sindacati,una situazione molto difficile.«Anche perché questi lavoratori — spiega la Veirana — sono quelli che più di ogni altro subiscono i contraccolpi della flessibilità ».