Sassari. Il sindacato: «Sciopero riuscito»

02/04/2002

 



 

 

 

 

 



 SASSARI CRONACA





Rinascente.
l sindacato: «Sciopero riuscito»

SASSARI. I segretari territoriali della Filcams-Cgil, della Fisascat-Cisl e della UilTucs-Uil (Simula, Calzaghe e Molaro), manifestano la loro soddisfazione per la riuscita dello sciopero di otto ore dei lavoratori del Gruppo Rinascente per il giorno 29 marzo.
L’astensione dal lavoro, che ha interessato i lavoratori dei magazzini Upim di viale Italia e Predda Niedda, dell’Ipermercato Auchan, ha toccato in tarda mattinata punte oltre l’80 per cento è stato proclamato dalle segreterie nazionali dei tre sindacati.
La motivazione dell’agitazione è da riscontrare nel mancato rinnovo del contratto integrativo Rinascente, scaduto da oltre un anno. «È impensabile accettare le richieste formulate dall’azienda – sostiene Stefano Simula della Filcams-Cgil -, dove i responsabili del Gruppo vorrebbero legittimare una disparità di trattamento economico tra i lavoratori dipendenti della stessa azienda. Non è poi condivisibile l’ipotesi prospettata dall’Azienda di considerare il lavoro domenicale «ordinario» e retribuirlo con una maggiorazione al di sotto del contratto collettivo nazionale di lavoro. Da parte dell’Azienda c’è chiusura al dialogo su part time, contratti a termine e apprendistato. Riteniamo poco corretto – dice Simula – l’atteggiamento di alcuni responsabili di magazzino i quali hanno radunato il personale per spiegare per quali ragioni lo sciopero non deve essere fatto, sostenendo che la prevista astensione dal lavoro non farebbe altro che il gioco della concorrenza. Come organizzazioni sindacali – sostiene Simula -, abbiamo inviato, a livello nazionale, una lettera di avviso su utilizzazioni difformi del personale temporaneo dalle agenzie di lavoro in affitto, affinché non si cerchi con soluzioni illegittime la possibilità di neutralizzare gli effetti dello sciopero». Nei giorni scorsi i sindacati avevano tenuto assemblee nelle Upim e e nell’iper Auchan per informare i lavoratori sullo stato delle cose, invitandoli allo sciopero.