Sassari. «Creare le condizioni per uscire dalla crisi»

04/06/2002



SASSARI CRONACA





 
              Territorio impoverito: i timori del sindacato
              «Creare le condizioni
              per uscire dalla crisi»

              SASSARI. La Filcams-Cgil di Sassari manifesta la propria preoccupazione in ordine alla situazione economica che investe il nostro territorio. Il segretario generale della categoria, Stefano Simula, rimarca il progressivo impoverimento del tessuto economico sociale avvenuto negli ultimi anni: «Impoverimento che oltre a caratterizzare le attività del centro storico, potrebbe estendersi, se non si prendono adeguati provvedimenti, anche a quelle attività cosiddette medio-grandi».
              Gli investimenti, «come da tempo si auspicava, da parte delle aziende nel nostro territorio sono stati parziali. Se non si creano i presupposti, le infrastrutture e gli adeguati snellimenti burocratici-amministrativi che permettono l’ingresso di nuove aziende nel nostro territorio è molto difficile uscire da una crisi di così grande entità».
              Simula, inoltre, interviene sull’art. 18 della legge 300: «La sua abrogazione non contribuirà certamente alla creazione di nuovi posti di lavoro. Tale decisione porterebbe, anzi, a una crisi a catena della già povera nostra economia. La ragione è da ricercare nel fatto che in tale ipotesi ci troveremo dinnanzi a un aumento dei lavoratori precari, i quali verrebbero privati dall’effettuare scelte a medio e lungo termine; è chiaro che acquistare un’automobile o una casa in tale evenienza non sarebbe possibile».
              Un’altra iniziativa è particolarmente sentita dalla Filcams-Cgil, in considerazione del peculiare significato che i servizi di pulizia, ristorazione e vigilanza assumono per lo sviluppo dell’occupazione è quella costituita dalla presentazione di un apposito emendamento all’art. 1 del Disegno di legge di delega al governo in materia di lavoro, all’esame del Senato: «Tale emendamento tende a scardinare la natura della legge n. 327 del 2000, legge contro gli appalti anomali». Con l’abrogazione di questa legge «verrebbe meno un sistema di controllo dei risultati e di certificazione delle qualità, a garanzia e trasparenza degli appalti pubblici e privati del paese. Si aggiunga a tutto questo un contesto caratterizzato dalla frammentazione di piccole imprese e un sistema di appalti basati ancora sul criterio del massimo ribasso. Adottando tale criterio – dice il segretario della Filcams – le aziende, pur di aggiudicarsi l’appalto, effettuano offerte che non permettono alle stesse di poter retribuire contrattualmente i propri dipendenti».
              Secondo il sindacato della Cgil, «è necessario creare un sistema di trasparenza basato non soltanto sul principio del massimo ribasso, ma introdurre nei capitolati d’appalto criteri basati su adeguati standard qualitativi. Occorre creare infrastrutture e presupposti appetibili per chi vuole investire nel nostro territorio, insieme a una stagione turistica di ampio respiro».