Sarkozy non convince la Renault a restare Clio verso la Turchia

19/01/2010

Il ministro dell’industria, Christian Estrosi ha definito «data storica» il risultato della convocazione di sabato scorso all’Eliseo di Carlos Ghosn, presidente di Renault. «Annunci vaghi», hanno detto invece i sindacati e il Partito socialista. Dalla loro, un comunicato di Ghosn che raffredda gli entusiasmi del governo: non c’è stata «nessuna decisione relativa all’industrializazione della futura Clio. Produrremo a Flins nel quadro generale di double sourcing con Bursa in Turchia». In altri termini, Renault non ha preso nessun impegno a lasciare in Francia la produzione della sua vettura, malgrado le ingiunzioni del presidente Nicolas Sarkozy («non abbiamo dato tanti soldi per poi far fuggire l’occupazione dalla Francia»). Parole che avevano sollevato le proteste della Ue, con accuse al governo di Parigi di nazionalismo industriale, contrario alle leggi del mercato unico.
Fred Dijoux, della Cfdt, è amaro: «Sono quasi persuaso che tra due o tre anni la totalità della produzione della Clio 4 sarà portata a Bursa, senza che l’occupazione venga garantita a Flins». Il sindacato accusa il governo di giocare sulla pelle dei lavoratori per ottenere vantaggi elettorali, dato che in marzo ci sono le regionali, che si annunciano difficili per il partito di maggioranza. Claude Guéant, direttore generale dell’Eliseo, assicura invece che resteranno in quel sito «almeno 3.400 lavoratori».
Sarkozy ha provato a far valere che lo stato ha tutti i diritti di intervenire sulle scelte di Renault, perché ne controlla ancora il 15% del capitale. Estrosi aveva persino accennato alla possibilità di un aumento del capitale pubblico per pesare di più e aveva ventilato l’ipotesi giudicata assurda dalla direzione di Renault di nominare più dei due consiglieri (su 16) di cui ha diritto con il 15%. «Gli abbiamo fatto capire che avevano lo stato come azionista», ha commentato orgoglioso Estrosi riferendosi a Ghosn e al direttore generale di Renault Patrick Pelata, anche lui presente all’incontro all’Eliseo. Ma la montagna di minacce e dichiarazioni ha partorito un topolino. Ghosn ha solo confermato che a Flins verrà prodotta l’auto elettrica Zoé dal 2011 e che continueranno a produrre in questo sito la Clio 3 e «una parte della produzione della Clio 4 a partire dal 2013». Sarkozy chiede che Flins diventi «una piattaforma europea per l’auto elettrica». Alla domanda: «Vi è stato chiesto di produrre più auto in Francia?» Ghosn ha risposto: «Non ci è stato chiesto nulla di preciso». Per Ghosn «parlare oggi di volume – rispetto alla futura Clio 4 – non mi paremolto realista». A Bursa, Renault impiega 5.900 operai. In Turchia il salario minimo è di poco superiore ai 300 euro al mese.