Sarkozy convoca Renault: «Non spostate produzioni in Turchia»

15/01/2010

Nicolas Sarkozy ha convocato all’Eliseo l’a. d. di Renault, Carlos Ghosn. Vuole chiedere spiegazioni sull’ipotesi, pubblicata dal quotidiano economico La Tribune, di uno spostamento della produzione della Clio dalla fabbrica di Flins a Bursa, in Turchia. «Nonmettiamo tanti soldi per sostenere i nostri costruttori perché poi la totalità delle fabbriche se ne vada all’estero», ha detto mercoledì il presidente. La polemica cresce. Per Christian Estrosi,ministro dell’industria, «abbiamo il diritto di affermare che quando si vende una Renault in Francia – e Renault è un nome francese – non deve essere prodotta all’estero ». Il sottosegretario al lavoro, Laurent Wauquiez, ha precisato che «Renault non è un’impresa come un’altra» e che «una delle linee del presidente è che quando si è azionisti, non è solo per guardare i treni passare». Ma il 15% di azioni gli consente di avere solo due rappresentanti su 16, nel consiglio di amministrazione.
L’ipotesi ventilata da Estrosi – che Sarkozy imponga la presenza di un maggior numero di rappresentanti dello stato nel cda – è respinta come assurda da Renault. Sarkozy fa la voce grossa, anche perché il tema dell’occupazione e dell’uscita dalla crisi sta diventando centrale nella battaglia per le regionali di marzo, malgrado il tentativo governativo di sviare l’attenzione verso la questione dell’identità nazionale e dell’immigrazione.
Nelmomento peggiore della crisi, nel 2009, lo stato ha concesso a Renault (e Peugeot) un prestito a tasso zero di 3 miliardi di euro. In più, la fabbrica di Flins ha ottenuto 100 milioni per avviare qui la produzione della futura auto elettrica Zoé, dal 2011. Renault si era impegnata, in cambio, di non chiudere nessuna fabbrica in Francia. Ma Renault già produce a Bursa: nel 2009, questa fabbrica ha sfornato 179.500 Clio, contro le 140mila uscite da Flins. Alla Renault affermano di «non aver ancora preso nessuna decisione» e assicurano che ci sarà solo una «ventilazione» della produzione, cioè una distribuzione nei diversi siti a seconda dei bisogni. «Noi ci siamo impegnati ad assicurare l’avvenire di Flins – precisa Patrick Pelata, direttore generale – ed è ciò che facciamo con la produzione della Zoé. Il trasferimento della Clio si farà in funzione della crescita della cadenza di produzione della Zoé. Ma in ogni caso, ci saranno ancora delle Clio a Flins». Alla Renault ricordano però i dati che Ghosn aveva sottolineato in un recente intervento: produrre in Francia, soprattutto piccoli modelli, costa 1.500 euro in più che nei paesi a bassi salari. Pelata afferma che «produrre in Francia è una buona cosa, ma per i veicoli a forte valore aggiunto, come la Scénic». Alla Renault hanno ascoltato con estremo scetticismo l’affermazione del ministro dell’industria Estrosi: «Renault produce il 25% delle sue auto in Francia e il 75% all’estero, auspico che il rapporto si rovesci». Ma Sarkozy ha bisogno di ottenere un impegno sull’occupazione, per poter usare questa carta nello scontro elettorale delle regionali, dove la maggioranza è in difficoltà.