Sardegna. Vigilanza e contrattazione decentrata, la sfida dei sindacati

05/11/2001

domenica 4 novembre 2001    




 POLITICA REGIONALE





 

Contrattazione decentrata,
la nuova sfida dei sindacati

CAGLIARI. Anche in Sardegna si chiamerà contrattazione decentrata la nuova frontiera dell’attività sindacale dei prossimi mesi. Tutti intorno allo stesso tavolo, sindacati, imprenditori e rappresentanze sindacali unitarie per discutere a livello aziendale o territoriale delle forme e dei modi per migliorare produttività e condizioni di lavoro, formazione continua e orientamento, flessibilità organizzativa e orario di lavoro. Fino ad oggi la Sardegna – è detto in una nota della Cisl – non ha utilizzato a pieno le potenzualità di questa risorsa contrattuale, che in altre zone d’Italia rappresenta lo strumento più immediato ed efficace per incidere nelle realtà aziendali coniugando la puntuale applicazione del contratto collettivo nazionale di lavoro con le specificità locali. Sicuramente se nel settore della vigilanza privata si fosse prontamente ricorso alla contrattazione decentrata probabilmente sarebbe già stato anche recepito il Ccnl di categoria e non si registrerebbe lo "scandalo" della Sardegna quale unica regione dove non viene applicato da 10 anni il contratto nazionale dei "vigilantes". L’isola – sostiene la Cisl – deve compiere ancora significativi passi avanti in questa direzione. Nella speciale classifica elaborata dall’Ente bilaterale nazionale dell’artigianato relativa alle piattaforme e agli accordi di secondo livello, stipulati cioè a livello territoriale o aziendale, la Sardegna occupa la penultima posizione unitamente a Calabria, Basilicata e Abruzzi. Peggio hanno fatto solamente Campania, Sicilia e Molise. Nel periodo 1998-2000 è stata presentata e discussa solamente la piattaforma integrativa edile, cioè di un settore che storicamente vanta una diffusa presenza sul territorio.