Sardegna, turisti in crescita

16/07/2003

ItaliaOggi (Turismo)
Numero
167, pag. 15 del 16/7/2003
di Marco Dominici


Per il Centro studi della Confesercenti resta stabile il 66% delle prenotazioni.

Sardegna, turisti in crescita

Ottimismo tra gli imprenditori per i prossimi mesi

I turisti anche questa estate non tradiranno la Sardegna. Lo afferma l’indagine riguardo i flussi turistici sull’isola, curata dal Centro studi e ricerche della Confesercenti regionale. La stagione turistica 2003 si preannuncia quindi con buone prospettive.

Secondo un campione di 100 aziende, pari al 12% del comparto, prevale l’ottimismo tra gli imprenditori. Il 93% ha espresso fondate speranze di riuscita per il settore, compreso un 20% che si attende grandi opportunità di business e un 28% che valuta discrete le prospettive. Per il momento, solo il 19% del campione afferma di avere avuto un incremento di prenotazioni per agosto e settembre, contro un 15% che ha registrato una diminuzione.

La ricerca della Confesercenti mette in luce, inoltre, il 66% di stabilità di prenotazioni, rispetto al 2002. ´Gli operatori turistici’, ha dichiarato Carlo Abis, segretario regionale della Confesercenti, ´contano sulle prenotazioni last minute, utilizzate oramai dalla stragrande maggioranza dei vacanzieri di agosto e settembre. Hanno, inoltre, avuto positivi riscontri nel mese di giugno, grazie all’anticipo d’estate che ha favorito gli spostamenti’.

Riguardo le aree territoriali, gli incrementi si registrano principalmente nel Sassarese, dove il 19% degli imprenditori dichiara che le prenotazioni sono cresciute, contro l’11% che ne denuncia la diminuzione. Nell’Oristanese, a un +20% fa da contrappeso un -10%. Dati positivi invece, molto più modesti nel Nuorese, dove a una previsione di incremento del 21%, corrisponde un identico dato di decremento (-21%) e nel Cagliaritano, in cui se il 16% degli imprenditori sostiene che le prenotazioni sono aumentate, rispetto all’anno precedente, un altro19% dice che sono diminuite. Secondo i dati in possesso alla Confturismo regionale, restano sostanzialmente costanti il periodo della stagione turistica, che difficilmente supera i tre mesi all’anno, le variazioni dei flussi e la consistenza e la nazionalità degli ospiti.

´Purtroppo’, ha sottolineato Abis, ´ancora troppi operatori (41% del totale regionale) hanno una stagione turistica che dura circa 3 mesi. Ciò è particolarmente evidente nella provincia di Oristano (80%).

Nelle aree del cagliaritano, del sassarese e del nuorese la percentuale è compresa tra il 22 ed il 37%. Le aziende turistiche che hanno una stagione superiore ai sei mesi rappresentano solo l’14%. Anche la stabilità dei flussi turistici, indicata dal 55% degli operatori’, sempre secondo Abis, ´non può essere considerato un dato positivo’.

Per quanto riguarda l’identikit dell’ospite che predilige le località sarde di vacanza, prevalgono ovviamente gli italiani (60%), rispetto agli stranieri (40%). Tra questi ultimi, sono i tedeschi (40%) a guidare la classifica, seguiti da svizzeri (23%), inglesi (17%) e francesi (12%). La permanenza media dei turisti va dai 4 ai 7 giorni (60%).

´C’è un clima decisamente più positivo, rispetto alle precedenti proiezioni’, ha concluso Carlo Abis, ´e si è notevolmente allentata la morsa del terrorismo e della Sars, ma occorre migliorare i servizi, ridurre i costi, modificare la continuità territoriale, garantire la viabilità e costruire un sistema turistico integrato che duri davvero almeno 8 mesi. Solo così si possono raddoppiare i numeri’.