Sardegna. Le guardie giurate hanno il contratto

04/12/2002

4 dicembre 2002    



 PRIMO PIANO





 

Le guardie giurate hanno il contratto
Dopo anni di proteste la bozza d’accordo anche in Sardegna
Finora gli istituti di vigilanza sardi dovevano accettare paghe inferiori a quelle dei loro colleghi continentali

Stefano Ambu

CAGLIARI. Molti rischi, pochi soldi e un contratto nazionale di lavoro che non è mai stato applicato. Ieri, dopo anni di proteste, manifestazioni in piazza e tira e molla con Regione e prefetture, l’incubo dei duemila vigilantes sardi è finito: l’assessore regionale al lavoro Matteo Luridiana, sindacati, imprenditori, prefetture delle quattro province e istituti di vigilanza hanno siglato il verbale di accordo per l’applicazione del contratto.
Lo stipendio, per i dipendenti, sarà finalmente uguale a quello dei colleghi del resto d’Italia: in busta paga ci saranno circa centocinquanta euro in più. E, in aggiunta, arriveranno a poco a poco- subito il 10 per cento, fra sei mesi un altro 2º per cento e dall’aprile del 2004 il restante 70 per cento- le indennità rischio non percepite durante la vacanza contrattuale durata quasi un decennio. I guai, infatti, erano iniziati, nel 1993, con la scadenza del vecchio contratto: da allora la parola rinnovo è diventat a tabù. La situazione, col passare degli anni, è diventata sempre più insopportabile: mentre in tutte le altre regioni, il contratto nazionale trovava applicazione, in Sardegna no. E l’isola, alla fine, è diventata la cenerentola del pianeta vigilanza. Un lavoro stressante con il pericolo sempre in agguato: difficile fare la guardia a gioiellerie, centri commerciali, banche, sedi di enti pubblici con una bu sta paga ferma al 93 e senza le indennità corrisposte ai colleghi d’oltre Tirreno. Inevitabile la protesta. Tra il 2000 e il 2001 cinque mobilitazioni generali con scioperi e proteste di fronte alle prefetture, al consiglio regionale e all’assessorato al lavoro.
E finalmente qualcosa si è mosso: quest’estate sono stati siglati, il 2 e il 29 luglio, i due accordi base per proseguire con le trattative, Poi è stata tutta una discesa sino alla firma di ieri nella sala riunioni dell’Assessorato al lavoro di piazza Giovanni XXIII. Una data importantissima per il futuro del servizio di vigilanza in Sardegna: nell’occasione è stato istituito anche un osservatorio regionale, un organismo di controllo che avrà anche il compito di respingere l’assalto degli abusivi. Durante l’incontro di ieri a Cagliari i rappresentanti degli istituti di vigilanza hanno ribadito le loro preoccupazioni: «Offriamo un servizio di qualità certificata: non siamo disposti a continuare a subire lo scavalc amento di operatori che con le guardie giurate non hanno nulla a che fare: barracelli, guardiani generici e portinai. Servono una volta per tutte regole certe». Soddisfatto l’assessore regionale al lavoro Matteo Luridiana: «Un ottimo risultato: grazie alla applicazione del contratto nazionale sarà garantita sicurezza sia alle imprese che ai lavoratori. Importantissimo anche l’osservatorio regionale: il set tore vigilanza ha necessità di professionalità che diano assoluta garanzia».


L’UNIONE SARDA

4 dicembre 2002 Economia pagina 33
La Sardegna si mette in regola e si allinea al resto d’Italia
Vigilantes, dopo 10 anni arriva il contratto nazionale
Anche alle guardie giurate della Sardegna verrà finalmente applicato il contratto collettivo nazionale. L’accordo tra i sindacati di categoria e i datori di lavoro, che segue un’intesa stipulata lo scorso 29 luglio, è stato ratificato ieri mattina nella sede dell’assessorato regionale del Lavoro, alla presenza dell’assessore Matteo Luridiana e dei rappresentanti delle prefetture sarde.
«Oggi si chiude un lavoro che ha visto impegnate le parti sociali, l’assessorato e le prefetture per oltre un anno», ha detto Luridiana, riferendosi alla lunga vertenza sindacale che ha coinvolto i vigilantes: «è un buon risultato che dà sicurezza alle imprese e ai lavoratori».
Il contratto nazionale collettivo troverà però in Sardegna un’applicazione graduale, entrando a regime con uno scarto di sei mesi rispetto al resto della penisola: così l’aumento salariale del primo maggio 2002 è stato applicato solo dal primo novembre mentre quello del primo maggio 2003 scatterà a partire da novembre del prossimo anno. Così anche per le indennità economiche, che dovrebbero essere riconosciute a scaglioni per entrare a regime il 30 aprile 2004. A quell’epoca i vigilantes avranno ottenuto un aumento della busta paga di circa 150 euro mensili. Dal 1° maggio 2004, con il rinnovo del contratto, la parificazione sarà totale.
La sicurezza privata conta nell’Isola 30 istituti di vigilanza e 1600 addetti. I rappresentanti dei lavoratori e i titolari delle aziende hanno però messo in evidenza un altro punto dolente: la concorrenza abusiva da parte di barracelli e portieri, che spesso svolgono le stesse mansioni delle guardie giurate ma a tariffe più basse. Per questo motivo, l’accordo prevede l’istituzione di un Osservatorio regionale con il compito di effettuare un continuo monitoraggio.
Alessandro Zorco