Sardegna, finiti gli anni d’oro

25/03/2003

ItaliaOggi (Turismo)
Numero
071, pag. 16 del 25/3/2003
di Ernesto Massimetti

L’analisi è stata presentata da Assoturismo alla convention di Porto Cervo

Sardegna, Finiti Gli Anni D’oro

Prenotazioni A -20%. La Stagione Dura Tre Mesi

Favorire gli investimenti nel marketing, la tutela ambientale, attuare nei fatti il piano dei sistemi turistici locali disegnato dalla legge 135. Lo chiede a gran voce l’Assoturismo Sardegna, organizzazione di categoria forte di 180 imprese iscritte e di 700 servizi collegati al turismo. Nei giorni scorsi, lo stato generale di Assoturismo si è riunito per un forum a Porto Cervo in Costa Smeralda. Qui, il segretario regionale della Confesercenti, Carlo Abis, ha presentato i dati di previsione sulla stagione 2003 nell’isola: ´Elaborati prima dello scoppio della guerra irachena’, puntualizza Abis. ´Dalle nostre cifre emerge con chiarezza che le stagioni del boom, per il turismo sardo, sono finite’. Un 20 % in meno di prenotazioni per l’estate 2003, una stagionalità ancora ferma a due-tre mesi di riempimento delle strutture sono i segnali che preoccupano maggiormente nell’analisi previsionale Confesercenti. Anche se il visitatore last minute è ormai realtà diffusa anche per la Sardegna, e anche se i dati delle province di Cagliari e Sassari sono fortemente disomogenei rispetto al resto dell’isola.

Dopo dieci anni di crescita continua, però, gli operatori sardi ora si chiedono dove siano indirizzati i nuovi trend: ´La previsione di una crescita esponenziale fino ai 20 milioni di presenze nel prossimo decennio va fortemente ridimensionata’, prosegue Abis. ´I dati realistici si attestano piuttosto su 9 milioni di visitatori per il 2002, ed escludono ulteriori impennate per i prossimi anni’.

Moderazione, dunque, prudenza, come hanno sottolineato nei loro interventi Gianmichele Oliva e Paolo Saba. Gli operatori del settore cercano strumenti inediti di promozione, chiedono un’applicazione più meditata della legge sulla continuità territoriale che ha drasticamente modificato il sistema del traffico aereo per l’isola, si interrogano sulla convenienza di una politica di privatizzazione assoluta delle compagnie di navigazione (Tirrenia in primis) che servono le tratte sarde.

Stefano Bollettinari, segretario Confesercenti Emilia Romagna, non si è fermato al raffronto fra le realtà turistiche delle due regioni: ´La chance in più, rispetto ad altre aree nazionali e mediterranee, resta per la Sardegna la tutela e l’alto valore ambientale. Un bene da proteggere ed esaltare, ma anche da far valere come surplus economico immediato’.

Necessità di una crescita organica, dunque. Esigenza di pianificazione da nutrire con la nascita dei stl nella realtà sarda, dove sono finora stati assenti. Come dire, più marketing e più programmazione, ma anche coordinamento fra i diversi enti coinvolti. Più che mai oggi, quando la pianificazione regionale sembra perdersi nelle polemiche fra Esit e assessorato al turismo. Per concludere, infine, un no deciso di Assoturismo alla tassa di soggiorno in Sardegna: ´Fantasma che ritorna a ogni apertura di stagione, ma che serve solo a spaventare i potenziali visitatori’, ha concluso Abis.