Sardegna: affisso in bacheca l’elenco di chi ha partecipato allo sciopero generale

15/07/2002



14.07.2002
Affisso in bacheca l’elenco di chi ha partecipato allo sciopero generale
Il provvedimento della giunta regionale sarda

di Davide Madeddu


CAGLIARI La promessa è stata mantenuta. Dopo lo sciopero ecco pubblicato l’elenco dei cattivi. Ovvero, l’elenco dei dipendenti regionali che hanno partecipato allo sciopero generale sardo è stato pubblicato nelle bacheche degli uffici. Che quello sciopero generale contro il suo esecutivo, Mauro Pili, presidente della Giunta regionale di centro destra, proprio non lo gradisse si sapeva già. Ma nessuno, almeno tra i sindacati e i lavoratori pensava che alla fine, due giorni dopo la manifestazione i nomi e cognomi degli scioperanti venissero pubblicati in una sorta di lista nera.

Una scelta, quella adottata dal presidente della Giunta regionale, che ha fatto insorgere i rappresentanti sindacali regionali di Cgil, Cisl e Uil che proprio sabato avevano organizzato lo sciopero dei settantamila. «Quello che è successo è fuori da ogni logica – hanno fatto sapere – anche perché nella bacheca si doveva mettere, come succede sempre, quanti lavoratori si sono astenuti e quanti hanno scioperato». L’accusa dei rappresentanti dei lavoratori, che in occasione dello sciopero avevano denunciato la richiesta del presidente della Giunta di voler conoscere l’elenco dei dipendenti scioperanti, va anche oltre. «Quello che è stato fatto suona tanto come una sorta di lista di proscrizione – hanno aggiunto i sindacati – che non possiamo in alcun modo accettare».

I sindacati confederali avevano organizzato lo sciopero generale solo dopo una lunga polemica con la Giunta regionale accusata di non accettare le critiche dei rappresentanti dei lavoratori. Non solo i sindacati, che sono riusciti a portare in piazza 70mila persone, hanno denunciato la politica fallimentare del centro destra: politica che «mira a chiudere le poche attività produttive, come il polo chimico e quello industriale, per favorire il cemento sulle coste»; politica che punta a distruggere la sanità. In particolare l’introduzione dei ticket per alcuni medicinali e la maggiorazione di altri.

Non solo ma nella lista nera che i sindacati avevano contestato al presidente della Giunta regionale anche l’elevato numero di giovani che continuano a lasciare la Sardegna per andare a lavorare nella penisola, e l’esclusione dell’isola dai progetti comunitari. «La Sardegna è fuori dall’Obiettivo 1 – hanno aggiunto i rappresentanti sindacali – e questo significa perdere migliaia di miliardi che sarebbero potuti arrivare proprio per migliorare e risollevare l’economia locale».

Le polemiche contro l’esecutivo comunque vanno avanti. A quelle dei sindacati confederali si sono unite infatti le proteste dei lavoratori, diverse migliaia, impegnati nei settori industriali e minerari. Contestano la politica dei tagli portata avanti dalla Regione che «per risanare le casse e i buchi in bilancio» impone nuove tasse ai lavoratori e ai pensionati.