Sapelli: la Cgil apre la strada alla destra

13/02/2002





Sapelli: la Cgil apre la strada alla destra
ROMA – Parole durissime sui rapporti tra sindacato e politica. Un contributo appassionato e senza remore che Giulio Sapelli, ordinario di storia economica alla Statale di Milano, importante intellettuale vicino ai Ds, ha affidato alle colonne di �Conquiste del lavoro� (19 gennaio) il giornale della Cisl che sta svolgendo un’inchiesta a puntate su questi temi. Parole significative se lette dopo la chiusura del congresso di Rimini. �In Italia deve finire – scrive Sapelli – il paradosso che concepisce il riformismo come riproposizione della cinghia di trasmissione, come sta accadendo di fatto tra Cgil e Ds, con gravissime ripercussioni nel campo stesso della sinistra�. Prosegue: �La Cgil � ormai profondamente intaccata nei suoi fondamenti culturali contrattuali. Si sta frasformando in un sindacato "rosso" simile, ironie mostruose della storia che � affatto segnata dal cosiddetto "progresso", a quelli degli anni 20 e 30 (s�, quei sindacati che aprirono la strada alla destra in tutta Europa e in America latina). Insomma, sta perdendo le sua antiche caratteristiche di sindacato contrattualista in consonanza con tutte le grandi trasformazioni del sindacalismo internazionale�. Per Sapelli �le sinistre riformiste debbono interloquire tanto con la Cgil, quanto con la Cisl. Quest’ultima � il sindacato che per la sua cultura � il pi� idoneo e il pi� conseguentemente consono alla costruzione di un serio rapporto con un rinnovato riformismo. Deve divenire, la Cisl, l’interlocutore culturale per eccellenza di una sinistra riformista, senza riproporre collateralismi, ma confronti, patti temporanei, fiducie permanenti�.

Mercoled� 13 Febbraio 2002