Sanzioni, sindacati contro Maroni

23/12/2003



      Martedí 23 Dicembre 2003




      Sanzioni, sindacati contro Maroni

      Il ministro non esclude una «stretta» contro i blocchi selvaggi ma i confederali bocciano l’idea


      ROMA – È scontro tra il ministro Maroni e i sindacati sulle modifiche alla legge sugli scioperi. Oggi il titolare del Welfare presenterà in Consiglio dei ministri una relazione sulle proteste selvagge di questi giorni, ma il suo annuncio circa le intenzioni di intervenire in futuro per rendere più efficace il sistema sanzionatorio, ha determinato una levata di scudi da parte di Cgil, Cisl e Uil. Ieri è stato lo stesso Maroni a chiarire il senso della sua iniziativa odierna in Consiglio dei ministri: «Ciò che è successo in questi giorni mi pare dimostri senza ombra di dubbio che la legge non ha funzionato – ha detto il ministro – Discuteremo eventuali iniziative volte a rendere efficaci ed effettive le sanzioni previste dalla legge per impedire che si ripeta in futuro ciò che stiamo vedendo in questi giorni». Maroni ha aggiunto che sul tavolo del Consiglio dei ministro odierno non porterá alcuna proposta modificativa della legge attuale, la 83 del 2000 di riforma della legge 146 del ’90. «Un intervento legislativo sarebbe prematuro, ma il «problema c’è ed è giá in corso una verifica sull’efficacia degli strumenti. Non si tratta di comprimere il diritto allo sciopero ma semmai di rendere efficaci le sanzioni previste dalla legge, a tutela soprattutto dei cittadini più deboli». Dal sindacato è giunto unanime, un coro di critiche. Il segretario generale della Cisl, Savino Pezzotta, si è detto contrario a «qualunque modifica della legge sugli scioperi nei servizi pubblici essenziali. Le regole ci sono – ha aggiunto – bisogna applicarle». Piuttosto – ha continuato il segretario confederale del sindacato Raffaele Bonanni – «non ci sono abbastanza sanzioni per le imprese che rinviano i rinnovi dei contratti. Ci vogliono sanzioni fiscali verso le imprese che non rispettano le regole». E un «no a qualsiasi tentativo di manomissione della legge sugli scioperi» è stato espresso anche dalla Cgil che con una nota della segreteria ha sottolineato come la legge «abbia assolto la sua funzione e sia stata rispettata nei suoi punti essenziali dai sindacati». «Se modifiche alla legge sono necessarie, queste – è la tesi della Cgil – debbono andare nel senso di correggere gli squilibri che si sono determinati comprimendo nei fatti l’esercizio del diritto di sciopero ed ampliare le possibilitá di sanzioni, oggi esclusivamente rivolte ai lavoratori, anche nei confronti delle aziende». Sulla stessa lunghezza d’onda il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti: «la discussione sulla legge sugli scioperi fatta sull’onda dei disagi delle ultime ore è sbagliata, non risolve il problema. Trasmette la falsa illusione che basta fare una regola per evitare i disagi». Per Angeletti «la vicenda del trasporto locale è degenerata esclusivamente per colpa delle aziende che hanno evitato di fare il contratto per due anni».
      G.POG.