Sanità e asili nido per i collaboratori

07/12/2010

La visita specialistica, ma anche la parziale copertura dell’asilo nido o dell’assistenza pediatrica. Il pacchetto welfare si estenderà anche ai professionisti collaboratori a partita Iva degli studi professionali e non sarà più solo riservato ai dipendenti. Lo dovrebbe prevedere il prossimo contratto che Confprofessioni, Cipa e Confedertecnica (le rappresentanze dei datori di lavoro) e le sigle sindacali Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil si preparano a siglare a gennaio prossimo.
Negli studi professionali, il welfare – entrato meno di dieci anni fa e un po’ timidamente per impiegati, segretarie e assistenti – resta un cantiere aperto. E, complice una crisi economica che ha picconato molti tabù sull’autosufficienza delle partite Iva e ha messo a nudo la fragilità dei redditi soprattutto tra gli under 40, le politiche di sostegno al reddito puntano all’estensione dei benefit, già riconosciuti ai dipendenti, verso i praticanti e i collaboratori, spesso giovani professionisti e monocommittenti, che in questi mesi si sono trovati senza un paracadute adeguato. Se non messi direttamente alla porta.
La situazione
«Stiamo lavorando – ha spiegato Gaetano Stella, presidente di Confprofessioni e di Cadiprof (la Cassa di assistenza sanitaria dei dipendenti) – a un contratto che, rispetto a quello scaduto a settembre, ampli la sfera dei diritti dei parasubordinati e dei giovani con partita Iva iscritti all’Ordine che hanno instaurato un rapporto predominante, se non esclusivo, con un solo datore di lavoro». Si punta a estendere loro non solo la copertura sanitaria già prevista per i dipendenti, ma anche il cosiddeto "pacchetto famiglia", che consente di venire parzialmente incontro alle spese documentate di asilo nido, visite pediatriche specialistiche, ma anche di assistenza a familiari disabili o anziani.
Diverso il discorso per i praticanti, sui quali non c’è un accordo. «Noi puntiamo – ha spiegato Mario Piovesan, rappresentante Fisascat-Cisl e vicepresidente di Ebipro (l’ente bilaterale di sostegno al reddito) – a un equo compenso minimo, da inserire nel contratto, per tutti i praticanti. Ne stiamo discutendo con i professionisti. Ma crediamo che anche i giovani che stanno "imparando" presso gli studi, dopo un primo periodo, svolgono un’attività che porta un valore aggiunto da riconoscere». Ma per i collaboratori il sostegno al reddito comporterà anche un contributo per la formazione professionale continua (peraltro, in gran parte degli Ordini, obbligatoria e a carico dell’iscritto), il riconoscimento delle norme per la sicurezza sul lavoro e anche una modalità di reciproco preavviso valido sia per il titolare dello studio sia per il suo collaboratore. Non avrà una valenza contrattuale, ma le parti stanno ragionando su un periodo di preavviso ragionevole che possa mettere d’accordo le "sensibilità" dei differenti settori.
I costi
Ma quanto costerà includere nel welfare i professionisti collaboratori? «Allo studio – conclude Stella – circa 180 euro l’anno per singolo collaboratore. Un importo – dice – fattibile».
Intanto, sembra non essere decollato Ebipro, l’ente bilaterale, partito a marzo, con un fondo di 500mila euro a sostegno dei lavoratori in stato di crisi. «Poche le richieste – ammette Piovesan – anche perché molti usufruiscono ancora della cassa integrazione in deroga. Ma anche per questo, nel contratto nazionale, stiamo cercando di trasformare questo "fondo crisi" in un accantonamento autofinanziato dalle parti, per avviare politiche di sostegno sia del reddito dei dipendenti che economico agli studi in difficoltà».