Sangalli, un freno a Billè

28/11/2005
    venerdì 25 novembre 2005

    ECONOMIA ITALIANA- Pagina 16

    SVOLTA IN CONFCOMMERCIO - Il «fondo del presidente» sarà contabilizzato nel bilancio 2006

      Sangalli, un freno a Billè

        Passa la mozione del leader dei commercianti lombardi – Dopo 30 anni cambia il sistema

          Vinvenzo Chierchia

            MILANO – Il «fondo» non sarà più «del presidente» ma dell’intera Confcommercio. Questo l’esito dei lavori di ieri della Giunta confederale, nel corso della quale è stata approvata la mozione elaborata dai commercianti lombardi, capitanati da Carlo Sangalli, che ha di fatto «blindato» i fondi, finora extra-bilancio (dal ’74), a disposizine della presidenza Confcommercio. Ora l’impegno per l’amministratore Aldo Poli è di far sì che entro gennaio il «fondo» venga a pieno titolo contabilizzato nel bilancio Confcommercio.

              Rinvio sui conti. Lo stesso presidente, Sergio Billè, ha fatto propria la mozione Sangalli intorno alla quale si era coagulato un consenso vasto e «politicamente» rilevante, per evitare che la maggioranza potesse sgretolarsi. Sangalli, dal canto suo, ha tenuto duro affinchè il documento passasse senza colpi di mano e riconoscendo in pieno la posizione assunta dalla Lombardia, formalizzata già a inizio novembre da una delibera del consiglio dei presidenti. Come sottolinea una nota ufficiale di Confcommercio la votazione ieri è avvenuta a larghissima maggioranza, una quindicina i voti contrari e tre astensioni.

                Non ci sarebbe stata l’approvazione formale dei conti preventivi 2006 ma solo l’inoltro all’assemblea. La parola passa infatti all’assise del 21 dicembre che dovrà esaminare il bilancio preventivo 2006 e i conti del 2005 e in particolare, varare la delibera che porterà il «fondo nel bilancio a partire dal prossimo anno». La parola «approvazione» in relazione ai conti 2006 sembra sia stata accantonata dopo una più che vivace discussione.

                I saggi. Nel frattempo proseguiranno i lavori dei nove saggi (tra cui Poli) che stanno cercando di far luce sulla gestione del «fondo». C’è attesa, tra i dirigentim di Confcommercio – come peraltro espresso formalmente ieri nel corso dei lavori del Consiglio – per conoscere la consistenza e la gestione del «fondo» in ordine anche alla conpravendita dell’immobile di Via Lima 51 dalla Magiste di Stefano Ricucci per 60 milioni (39 versati). Anche su questo punto dalla Lombardia sono state formalizzate riserve e critiche sulla natura dell’operazione. Nel frattempo sarebbe in corso una trattativa con Ricucci per risolvere il contratto per Via Lima 51.

                  L’assemblea del 21 dicembre dovrebbe avere quindi il compito di rimandare l’approvazione finale dei conti a un successivo incontro quando l’intero quandro delle risorse sarà completato. Oggi il bilancio della Confederazione si aggira sui 27,4 milioni (si veda il il Sole-24 Ore di ieri) ma non tiene conto del «fondo del presidente» solitamente alimentato dalle quote di servizi sui contributi previdenziali versati da quadri e dirigenti del terziario raggruppati in ManagerItalia.

                  L’immobile di Via Properzio. Ieri è stato poi formalizzato l’acquisto da parte di Confcommercio (in base a una delibera presidenziale che in molti definiscono d’«urgenza») delle quote di maggioranza dell’immobile di Via Properzio 5 a Roma, che ospita l’associazione dei commercianti di Roma. Su questo immobile – giudicato di gran valore – c’è da anni un confronto a distanza tra la Confederazione nazionale e quella capitolina, guidata da Cesare Pambianchi che finora è stato spesso critico nei confronti delle iniziative assunte dal vertice Confcommercio. Secondo indiscrezioni, Confcommercio avrebbe acquistato una serie di quote di soci minori e ora sarebbe al 67% ma – sempre secondo rumors non confermati – l’obiettivo sarebbe quello di arrivare al 75% per poter disporre più liberamente dell’immobile.