Sangalli: «Pronti a vincere la partita dei Piccoli»

11/03/2010

Il presidente della Confcommercio: nuova rappresentanza dall’alleanza con gli artigiani
MILANO— Usa una metafora calcistica, Carlo Sangalli, per annunciare come «quelli del Capranica» siano ormai pronti a dare «una nuova rappresentanza» a commercianti e artigiani. «All’inizio abbiamo giocato in difesa, per contrastare gli interventi della prima finanziaria del governo Prodi — dice il presidente di Confcommercio— poi ci siamo spostati sulla metà campo. Ora vogliamo fare gol». E il «patto» siglato tre anni fa al Capranica, il cinema dell’omonima piazza romana che si chiamò anche degli Orfanelli, dalla stessa Confcommercio, da Confesercenti, Confartigianato, Cna e Casartigiani, «dovrà essere capace oggi di far meglio comprendere al sindacato e alla politica perché le ragioni dei piccoli coincidono con le ragioni generali del Paese».
L’occasione è la presentazione a Milano, nella sala Buzzati del Corriere, del libro di Dario Di Vico «Piccoli. La pancia del Paese» (Marsilio), alla quale prendono parte, insieme all’autore, anche il vicepresidente di Confindustria Andrea Moltrasio, il presidente del Consiglio nazionale dei commercialisti, Claudio Siciliotti, il direttore del quotidiano, Ferruccio de Bortoli, moderati da Maria Latella.
«Il risultato del laboratorio Capranica non mancherà di risolvere il "non detto tra i Brambilla e il centrodestra"— assicura Sangalli citando il libro — e incalzerà i ritardi del centrosinistra e del sindacato». Del ruolo dei professionisti indipendenti e «delle risposte che possono dare alla crisi, perché quando i problemi sono complessi c’è bisogno dei tecnici» parla invece Siciliotti che torna a ribadire «l’impegno» della categoria «a fare la propria parte per ridurre lo scandalo dei 100 miliardi di evasione all’anno».
Invisibilità e scarsa rappresentanza trovano spiegazione, per Moltrasio nelle rigidità del sistema e qualche volta nella convenienza di restare nell’ombra, ma non mancano cause culturali, in primis la dispersione scolastica: «Dare una risposta politica vuol dire anche investire senza paura nella formazione». Nella «pancia» del Paese, osserva Moltrasio, ci stanno anche i tanti che lavorano in fabbrica. Un termine, un topos «riscoperto» da Sarkozy e dalla Merkel, mentre in Italia « pare di no». Chiude, Moltrasio, con la battuta rivoltagli di recente da un operaio della Galizia spazzata dalla crisi: «La fabbrica? Io la porto nel corazon».