Sangalli: domanda interna debole, frenata nel 2008

15/11/2007
    mercoledì 14 novembre 2007

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      Confcommercio – L’analisi del centro studi

      Sangalli: domanda
      interna debole,
      frenata nel 2008

        Nicoletta Picchio

        ROMA
        Non c’è affatto da stare tranquilli, anche l’Istat parla di crescita acquisita dell’1,7%. «Quel minimo di ripresa che c’è stata nei mesi scorsi sta sfumando», avverte il presidente della Confcommercio, Carlo Sangalli. E lo dice numeri alla mano: a settembre i consumi sono aumentati dello 0,1%, il dato più basso degli ultimi due anni. Sangalli si unisce a chi prevede un’inversione di rotta e una frenata nel 2008. «Del resto – afferma il numero uno di Confcommercio – non è possibile avere una ripresa duratura se non riparte la domada interna, una voce che rappresenta il 70% del Pil italiano».

        A settembre, secondo l’ufficio studi della Confederazione, i consumi hanno frenato per tutto il comparto dei beni e servizi, compresa la mobilità (-0,4%). Hammo retto solo i comparti delle comunicazioni, con una crescita dell’8,% e della cura alla persona (+4,2%). Ma tutto il 2007 ha avuto un andamento peggiore rispetto all’anno scorso: l’aumento delle quantità acquistate da gennaio a settembre è stato di appena lo o,7% rispetto all’1,7% dello stesso periodo del 2006.

        Sangalli indica gli elementi che pesano sull’andamento dei consumi: l’incertezza politica, l’aumento delle materie prime e, quindi, di voci non comprimibili come la spesa per luce e gas. «La politica economica del Governo continua a tenere fuori le aziende di servizi e turismo. Bisogna ridurre le aliquote Irpef, aumentare la produttività». Altrimenti ci troveremo ancora in una fase di difficoltà, con la crescita italiana inferiore a quella di altri Paesi europei, penalizzata dalla spesa pubblica, come ha sottolineato una nota dell’ufficio studi della confederazione, e dall’aumento della pressione fiscale.

        Un contributo positivo potrebbe arrivare dalla riforma dei contratti. Per Sangalli bisognerebbe avviare il negoziato con un confronto faccia a faccia tra aziende e sindacati. Il Governo dovrebbe intervenire in un secondo momento, sia perché datore di lavoro del pubblico impiego, sia perché potrebbe favorire la chiusura del negoziato con agevolazioni fiscali per i contratti aziendali.

        La riforma dovrebbe portare più soldi in tasca ai lavoratori per spingere i consumi, senza compromettere la competitività delle aziende. Sempre secondo le analisi del centro studi Confcommercio, le famiglie hanno ridotto la domamda di beni, -0,8% a settembre rispetto allo scorso anno, a fronte di una positiva crescita dei servizi (+2,2). Ciò è la prova che, nonstante le difficoltà di reddito, le famiglie cercano di difendere il proprio livello di benessere. Beni e servizi hanno avuto una dinamica inflazionistica contenuta, +0,7%, una sintesi tra la stazionarietà dei prezzi dei servizi e una crescita dell’1,1% dei beni. Ciò riflette in gran parte le diminuzioni che ci sono state a settembre di alcuni servizi, trasporti, aerei e cominucazioni, e dei farmaci.