Sangalli (Cna), serve subito il nuovo tavolo di confronto

27/10/2003

ItaliaOggi (Primo Piano)
Numero
253, pag. 3 del 25/10/2003
di Teresa Pittelli

Sangalli (Cna), serve subito il nuovo tavolo di confronto

Via la decontribuzione dalla delega pensionistica per rimettersi a discutere serenamente della riforma previdenziale. La Cna, confederazione degli artigiani e della piccola e media impresa, dopo uno sciopero che, per bocca del segretario generale, Giancarlo Sangalli, definisce ´legittimo’, propone la partenza immediata di un nuovo tavolo di confronto con le parti sociali. Mentre il responsabile per il welfare e i rapporti sindacali della Cna, Enrico Amadei, elenca le cifre di una ´partecipazione bassa, contenuta entro valori inferiori al 30% per tutte le categorie di dipendenti delle imprese artigiane’. Una scarsa adesione che si spiega con la tradizionale ´logica fiduciaria’ della piccola impresa. Anche se questa volta in ballo non c’è uno sciopero contro l’azienda ma su una materia, quella del diritto alla pensione, che lo stesso Sangalli definisce ´molto delicata’.

´È necessario che su un tema come questo la riforma, che pure è necessaria, sia discussa seriamente con le parti sociali’, continua il segretario della Cna. E le proposte degli artigiani ci sono già. Serve ´ridiscutere la decontribuzione per i nuovi assunti, che fa male alla previdenza dei giovani, e che potrebbe invece essere sostituita dalla riduzione dell’Irap sul posto del lavoro, in modo da spostare sulla fiscalità il peso della contribuzione’. E poi si va dalle modalità di allungamento dell’età di pensionamento, che dovrebbe essere reso ´più graduale’, alla necessità di coinvolgere le imprese nel meccanismo di incentivazione dei dipendenti perché non vadano in pensione. ´Le aziende non possono essere solo una parte passiva’, incalza Sangalli, che ritiene necessaria anche ´l’incentivazione a restare al lavoro dei lavoratori autonomi’. Ma più di tutto è importante far ripartire la concertazione. ´Le parti sociali non devono essere scavalcate come ha fatto il premier, Silvio Berlusconi, con il suo messaggio diretto alla nazione’, dice il rappresentante delle imprese artigiane, che considera la sortita del premier ´un segnale preoccupante’.

I grandi capitani d’azienda, invece, a parte il presidente di Confindustria, Antonio D’Amato, che considera lo sciopero ´inutile e non riuscito’, procedono in ordine sparso. E non sempre hanno un giudizio definito. È il caso di Renato Soru, fondatore di Tiscali, che ha dichiarato di ´non sapere che cosa dire’ della protesta di ieri. Per Umberto Paolucci, vicepresidente di Microsoft, invece, la riforma è necessaria e lo sciopero non è la risposta per superare i problemi’.