Sanatoria per gli immigrati delle imprese

03/07/2002




03.07.2002
Sanatoria per gli immigrati delle imprese

Tabacci strappa l’ok di Bossi e Maroni
di 
Maristella Iervasi


 Avevano detto nessuna sanatoria, però l’atto governativo che accompagnerà a braccetto la legge Bossi-Fini sull’immigrazione sarà nei fatti una sanatoria. Un decreto legge per consentire l’emersione dei lavoratori extracomunitari irregolarmente occupati, che il centrodestra chiamerà ostinatamente regolarizzazione, meglio nota come «emendamento Tabacci», dal nome del battagliero deputato Udc che fino all’ultimo ha tenuto testa al Carroccio facendo più volte scricchiolare la Casa di governo, e che alla fine ha «strappato» il tanto agognato accordo Lega-Udc. Lo schema di decreto è già stato scritto, dal «bulldozer» Tabacci: un solo articolo per impedire le espulsioni dei lavoratori immigrati nelle imprese senza permesso di soggiorno; uno schema di decreto che «congela» anche le sanzioni penali per gli imprenditori (carcere e multe) previste dalla Bossi Fini, che il prossimo Consiglio dei ministri dovrà solo firmare.
L’accordo tra i ministri competenti c’è. Tabacci ha prima rabbonito Bossi poi ha parlato con Roberto Maroni, e ieri il ministro del Welfare ha dato il suo ok all’emendamento Tabacci-Volontè-Maninetti al decreto previdenziale. E l’opposizione? Giulio Calvisi, responsabile immigrazione dei Ds, dice: «Potremmo essere anche d’accordo, se come pare il decreto farà riferimento come criterio alla presenza in Italia a partire da una certa data – i tre mesi antecedenti il 30 aprile 2002, ndr – unitamente alla dimostrazione di avere un lavoro. Tuttavia non possiamo non mettere in evidenza che quando il centrosinistra emanò un provvedimento simile per consentire l’emersione – sottolinea Calvisi – l’opposizione di allora che oggi è al governo, la chiamò maxi sanatoria, accompagnando il tutto da una vergognosa campagna progagandistica contro di noi. Non solo. Ad una regolarizzazione così ampia si arriva perchè il governo non ha emanato il decreto flussi e non ha reso possibile l’ingresso regolare». I Ds adesso attendono il testo di governo per capire meglio, ma intanto dicono: «temiamo pasticci». Precisa Calvisi: «ci sono contraddizioni a nostro avviso tra il ddl Bossi-Fini e questo decreto. Qualcosina dovrà essere ritoccata altrimenti saranno pasticci». E spiega: «Le badandi e le colf, per esempio. La loro regolarizzazione è più onerosa dell’emersione del sommerso annunciata da Tabacci. Quale sarà l’interpretazione che forniranno le questure? La legge che sta per essere approvata dal Senato o il decreto sull’emersione? E le questure come faranno ad accogliere le domande di regolarizzazione nel mese di agosto, con i datori di lavoro in ferie e gli uffici postali ad organico ridotto?».
Bruno Tabacci, presidente della Commissione attività produttive, dopo i punti di convergenza trovati con il leader leghista non ha perso tempo: ha subito pungolato il governo puntando all’aspetto costruttivo della regolarizzazione dei lavoratori immigrati nelle imprese. Ha quindi scritto una dettagliata bozza di decreto e l’ha inviata ai ministri competenti: Fini, Bossi, Tremonti, Maroni e Giovanardi. «Anche perchè una volta approvata la Bossi-Fini – ha scritto Tabacci – dovremmo accompagnare alle frontiere 250 mila lavoratori stranieri che per dieci anni non potranno più rientrare in Italia; per non parlare delle pesanti sanzioni contri gli imprenditori: un modo per minare alla base il nostro sistema produttivo». Ecco quindi il suggerimento su come articolare il decreto: l’esponente dell’Udc propone di applicare anche ad essi la legge sull’emersione (la 283 del 2001). La dichiarazione di emersione potrebbe essere presentata dai lavoratori stranieri «occupati nei tre mesi antecedenti il 30 aprile 2002», e dovrebbe essere accompagnata dall’impegno del datore di lavoro a stipulare un contratto nei termini previsti dalla legge Fini-Bossi. La prefettura, se sono validi i requisiti, rilascerebbe un permesso di soggiorno di un anno, poi rinnovabile secondo i criteri della nuova legge sull’immigrazione. Verrebbe sanata anche la posizione degli imprenditori, ai quali non verrebbero applicate le sanzioni amministrative e penali introdotte dalla Bossi-Fini (5.000 euro di ammenda per ogni straniero irregolarmente occupato e arresto da 6 mesi ad un anno).
«Ci siamo impegnati a risolvere la questione e manterremo gli impegni». Ci sarà un decreto? «Ci stiamo lavorando», ha detto Maroni. Più esplicito il ministro Rocco Buttiglione: «Il decreto “congela sanzioni” si farà, e si farà nei tempi previsti, cioè a ridosso dell’approvazione definitiva della Bossi- Fini».