Sanatoria immigrati allo sprint

09/10/2002

          9 ottobre 2002

          In aula alla Camera il decreto legge sulla regolarizzazione dei lavoratori subordinati extracomunitari
          Sanatoria immigrati allo sprint
          Confermato il termine dell’11 novembre per presentare le domande

          ROMA. La sanatoria per i
          lavoratori subordinati delle
          imprese gioca d’anticipo. Il
          disegno di legge di conversione
          del Dl 195/2002 (Ac
          3197) approda oggi direttamente
          all’ordine del giorno
          dell’aula di Montecitorio dopo
          un velocissimo esame, ieri
          sera, in commissione Affari
          costituzionali.
          Il provvedimento, che doveva
          essere all’ordine del
          giorno della commissione fino
          a giovedì prossimo, era
          stato calendarizzato in aula
          per il 14 ottobre. L’annuncio
          della stretta sui tempi è stato
          dato ieri dal presidente della
          Camera, Pier Ferdinando Casini,
          dopo la decisione presa
          dalla conferenza dei capigruppo.
          L’anticipo dell’esame del
          disegno di legge, probabilmente,
          è dovuto alla necessità
          di dare una sicurezza in
          più ai datori di lavoro, alle
          prese con la regolarizzazione
          dei lavoratori subordinati extracomunitari
          delle imprese,
          che hanno in domani, 10 ottobre,
          l’ultimo giorno utile per
          la presentazione in posta della
          dichiarazione di emersione.
          Con il via libera definitivo
          di oggi dell’aula di Montecitorio,
          infatti, si renderebbe
          definitiva, fatta salva la pubblicazione
          in «Gazzetta Ufficiale»,
          la proroga all’11 novembre
          per recarsi in posta e
          pagare, tra l’altro, il contributo
          forfettario complessivo di
          800 euro (700 destinati
          all’Inps e 100 per le spese
          postali).
          Con il «sì» di oggi, poi, si
          darebbe il via anche all’applicazione
          di un contratto di lavoro
          a tempo indeterminato,
          o per un periodo di almeno
          un anno, per i lavoratori subordinati
          delle imprese regolarizzati.
          Ma non solo. Dopo la bagarre
          in Senato delle settimane
          scorse, si renderebbero definitive
          anche le disposizioni
          "restrittive" sulla revoca del
          decreto di espulsione: la revoca
          del foglio di via, infatti,
          non potrà essere disposta (oltre
          che per chi, ad esempio, è
          stato denunciato per spaccio
          di stupefacenti e per aver favorito
          l’immigrazione clandestina
          o la prostituzione) per
          chi è stato colto in flagranza
          di reato, per chi è stato sottoposto
          a procedimento penale
          per delitto non colposo e per
          chi è rientrato illegalmente
          nel nostro Paese dopo aver
          ricevuto il foglio di via.
          Quest’ultima disposizione,
          tra le altre, sarà valida anche
          per i lavoratori da regolarizzare
          in ambito domestico.
          Sulle eventuali sanzioni applicabili
          per le omissioni fat-
          te in passato dai datori di
          lavoro, il provvedimento dispone
          che non saranno punibili
          le violazioni delle disposizioni
          relative al soggiorno,
          al lavoro, di carattere finanziario,
          fiscale, previdenziale
          e assistenziale compiute prima
          dell’entrata in vigore delle
          nuove disposizioni sull’immigrazione.
          La non punibilità vale sia
          per i datori di lavoro che mettono
          in regola colf e badanti,
          sia per coloro che legalizzano
          lavoratori subordinati extracomunitari.
          Anche se, solo per queste ultime
          regolarizzazioni, non sono ancora chiare
          le "conseguenze" per i datori
          di lavoro che non hanno inoltrato
          all’Inail la «denuncia di iscrizione»
          entro cinque giorni dalla presentazione
          in Posta della dichiarazione di emersione.
          M.FRI

          Sulle spese di alloggio e rimpatrio
          il «vademecum» dell’Interno

          ROMA. È una sanatoria che stenta
          a decollare. L’afflusso di datori
          di lavoro negli oltre 14mila uffici
          postali è stato inferiore alle attese,
          dopo la gran ressa di extracomunitari
          registrata nei primissimi giorni di
          distribuzione dei kit. Norme che
          sono ancora in evoluzione (si veda
          anche l’articolo sopra) e dubbi su
          alloggio e spese di rimpatrio hanno
          frenato la corsa alla sanatoria per i
          lavoratori extracomunitari irregolari.
          E ad alcuni dei dubbi dei datori
          di lavoro risponde il prefetto Anna
          Maria D’Ascenzo, capo del Dipartimento
          per le libertà civili e l’immigrazione
          presso il ministero dell’Interno.
          Prefetto D’Ascenzo, il termine
          per la presentazione delle domande
          per la regolarizzazione dei lavoratori
          subordinati delle imprese scade il 10
          ottobre prossimo. Questo genera
          incertezza per i datori di lavoro visto
          che (anche se la proroga all’11 novembre
          è stata introdotta dal Senato) attualmente
          l’unico "riferimento" legislativo è il Dl 195.
          Cosa possono fare?
          In attesa dell’emanazione della
          legge di conversione del decreto
          legge 195/2002, che tra le altre modifiche
          ha introdotto la proroga del
          termine di scadenza per la presentazione
          delle istanze di legalizzazio-
          ne all’11 novembre prossimo, sono
          state fornite indicazioni alle Poste
          italiane affinché gli uffici postali
          accettino le dichiarazioni di legalizzazione
          anche dopo la data del 10
          ottobre, con riserva di approvazione
          della citata proroga.
          Le spese per il rimpatrio: anche
          questo punto crea incertezze.
          Arriveranno, o a che punto sono,
          i chiarimenti per stabilire come
          dovranno fare i datori nel sostenere
          questi oneri?
          Non è prevista, per la procedura
          di regolarizzazione, la costituzione
          di apposite garanzie di natura patrimoniale.
          Il datore di lavoro dovrà
          provvedere al pagamento delle spe
          se di viaggio solo in caso di rimpatrio
          forzato del lavoratore. In caso
          di più datori di lavoro, gli stessi
          sono obbligati in solido.
          Problema alloggio: la decurtazione,
          a titolo di rivalsa, di un
          terzo della retribuzione del lavoratore
          subordinato vale anche
          per colf e badanti? La recente
          circolare del Welfare lascia intendere
          di sì, ma è sufficiente una
          circolare?
          Il decreto legge 195/2002, all’articolo
          2 comma 9, prevede la possibilità
          di decurtare la retribuzione
          del dipendente, per un massimo pari
          a un terzo dell’importo complessivo
          mensile, in esecuzione della
          garanzia prevista nel contratto di
          soggiorno di cui all’articolo 6 della
          legge 189/2002. Questa decurtazione
          è valida anche per i contratti
          relativi al lavoro domestico, nel caso
          in cui il datore di lavoro abbia
          sostenuto le spese per fornire l’alloggio
          e il rapporto di lavoro non
          rientri nella tipologia a "tempo pieno"
          con la conseguente previsione
          di un’indennità di vitto e alloggio.
          Quanti datori hanno consegnato
          il modulo per la regolarizzazione?
          Stiamo raccogliendo i dati. Ma è
          ancora presto per avere rilevazioni
          attendibili.
          MARCELLO FRISONE