Sanatoria, decreto più vicino Le imprese: serve flessibilità

14/06/2002





Sanatoria, decreto più vicino Le imprese: serve flessibilità

Em.Pa.

ROMA – Occorre più flessibilità in materia di immigrati, anche pensando al destino di coloro che perdono il lavoro. Questo il messaggio lanciato ieri dal vicepresidente di Confindustria Nicola Tognana. «È condivisibile legare il rilascio del permesso di soggiorno all’esistenza del contratto di lavoro. Ma occorre applicare la regola con flessibilità, altrimenti chi perde il lavoro rimane escluso. Non è certo facile trovare un nuovo impiego in pochi giorni». La richiesta di Confindustria di un’applicazione più flessibile della legge sull’immigrazione in discussione al Senato arriva proprio nel mezzo delle trattative all’interno della maggioranza per sciogliere il nodo sanatoria. Il ministro del Welfare Roberto Maroni ha aperto due giorni fa la porta di una possibile soluzione: inserire la regolarizzazione degli stranieri che lavorano in nero nelle industrie, chiesta a gran voce dall’Udc, nel decreto sui flussi. Ma prima, ha avvertito, va approvato il Ddl Bossi-Fini. Da qui l’idea di un contemporaneo decreto "congela sanzioni" rilanciata dai centristi: con la nuova legge in vigore si renderebbe necessario, in attesa della regolarizzazione, per evitare che i lavoratori extracomunitari vengano espulsi e che i loro datori di lavoro siano penalmente perseguiti. E il capogruppo dell’Udc in Senato Francesco D’Onofrio, che ha avuto dai colleghi la "delega" a trattare con il Governo, si dichiara ottimista: «Ho sentito i ministri Maroni e Giovanardi e nei prossimi giorni sentirò Fini e Bossi – ha detto -. Da questo primo giro d’orizzonte mi sembra che si possa arrivare a congelare gli effetti penali della legge Bossi-Fini per preparare un provvedimento di regolarizzazione dei lavoratori extracomunitari in nero. Sullo strumento con cui raggiungere questo risultato discuteremo insieme nei prossimi giorni, ma non vedo grossi problemi». Insomma, «la soluzione sembra vicina». E anche tecnicamente, come avrebbe sottolineato ieri lo stesso ministro udc Giovanardi in alcuni colloqui informali, non sembrano esserci alternative alla strada del decreto. L’accordo dovrebbe essere formalizzato in Consiglio dei ministri venerdì prossimo. Proprio nelle stesse ore in cui scadranno in Senato i tempi per presentare gli emendamenti al Ddl Bossi-Fini già licenziato dalla Camera. Compreso, naturalmente, l’ormai famoso emendamento Tabacci sull’estensione della regolarizzazione prevista per colf e badanti anche agli altri lavoratori extracomunitari: ritirato dall’Udc in cambio dell’impegno del Governo a risolvere in altra sede il problema, è sempre pronto, e con l’opposizione disposta a votarlo, in caso di mancato accordo. Intanto il parere positivo della commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani del Senato al Ddl Bossi-Fini riaccende le polemiche tra i poli: sotto accusa un passaggio del documento in cui si legge che esiste la «difficoltà di contemperare il principio di legalità con quello della larga apertura verso gli immigrati, difficoltà tanto più acuta quanto più la cultura di origine si rivela portatrice di valori spesso diversi rispetto alla nostra storia». Immediata la reazione dell’Ulivo: «Basta leggere il testo del parere per rendersi conto che anche la tutela dei diritti umani, per la Casa delle libertà, è ispirata a una sostanziale intolleranza», è scritto in una nota congiunta dei senatori del Centro-sinistra.

Venerdí 14 Giugno 2002