Sanatoria a quota mezzo milione

12/11/2002




          12 novembre 2002

          NORME E TRIBUTI
          Sanatoria a quota mezzo milione

          Immigrati – È scaduto ieri il termine per presentare le domande di regolarizzazione dei lavoratori in nero


          ROMA – Sarà un periodo di gran lavoro quello che attende prefetture e questure per il vaglio delle oltre 500mila domande di regolarizzazione di lavoratori extracomunitari impiegati in nero. Ieri, infatti, era l’ultimo giorno utile per presentare nei 14mila uffici postali la dichiarazione di emersione da parte dei datori di lavoro, anche se da più fonti si è levata la richiesta di una proroga dei termini. Le cifre. In attesa di una conferma ufficiale del numero di istanze (alcune fonti dicono 600mila domande) presentate in Posta, tocca al sottosegretario all’Interno, Alfredo Mantovano, tirare le prime somme: «Sono oltre mezzo milione – ha detto Mantovano – i clandestini riportati alla luce, identificati e dunque non più un potenziale pericolo. Persone che avranno un lavoro e contributi regolari, assistenza sanitaria e contribuiranno agli introiti fiscali dello Stato». Un bilancio positivo, per Mantovano, che avuto un’impennata decisiva proprio negli ultimi giorni utili per la sanatoria «forse anche per merito della circolare che prevede che gli immigrati possano denunciare il datore di lavoro che si rifiuta di regolarizzarli». E anche il termine per l’avvio ufficiale della controversia di lavoro (che darebbe un permesso di soggiorno di sei mesi, in attesa di un nuovo lavoro, ai lavoratori non regolarizzati) è scaduto ieri. Richieste di proroga. Sulle numerose richieste di tenere ancora aperti i termini per accettare le dichiarazioni di emersione, pervenute da Caritas, Acli, Cgil, Cisl e Uil, ha tagliato corto il vicepresidente del Senato, Roberto Calderoli: «Non ci sarà alcuna proroga per presentare le domande di regolarizzazione dei lavoratori extracomunitari in nero. Da domani (oggi, ndr) tolleranza sottozero, anche se c’è chi, intravedendo la possibilità di un giro d’affari basata sulle regolarizzazioni ha chiesto espressamente questa proroga». Inoltre, ha sottolineato Calderoli, «bisognerà tenere gli occhi aperti su chi, toga alla mano, cerca di aggirare la norma, dando un’interpretazione della legge diametralmente opposta allo spirito del legislatore». Il pensiero del vicepresidente di Palazzo Madama, forse, è diretto anche ai giudici del lavoro che potrebbero accogliere, dopo l’11 novembre, le denunce degli stranieri contro i datori di lavoro inadempienti con la sanatoria. In tal senso, si dovrà attendere anche l’esito della causa pilota che la Uil vuole proporre per dare il diritto di un permesso speciale di soggiorno a chi è stato raggirato dal proprio datore di lavoro. I regolarizzati. La cifra degli extracomunitari che saranno messi in regola non corrisponderà al numero delle domande presentate. A parte gli errori contenuti nelle domande o la mancanza dei presupposti fondamentali per accedere alla sanatoria, alcuni dati non ancora confermati attesterebbero a circa 100mila gli extracomunitari che non potranno ottenere il permesso di soggiorno per motivi di lavoro. Gli introiti. Grazie alla sanatoria (che prevedeva versamenti di 290 euro per colf e badanti e di 700 euro per i lavoratori subordinati) l’Inps – si tratta di dati da confermare nel dettaglio – potrebbe aver incassato circa 371 milioni di euro (pari a circa 716 miliardi delle vecchie lire). Le Poste italiane, invece, secondo una prima stima avrebbero incassato circa 39 milioni di euro (equivalenti a circa 75 miliardi di lire) per le spese di istruttoria pagate dai datori di lavoro (40 euro per il lavoro domestico e 100 per i dipendenti). Dopo la sanatoria. La presentazione della domanda di emersione è servita solo ad avviare il rilascio del permesso di soggiorno per il lavoratore extracomunitario (si veda l’articolo a fianco). A contratto firmato (in Prefettura e in tempi non brevissimi), il datore di lavoro dovrà denunciare all’Inps l’assunzione effettuata (ma anche all’Inail), comunicando i dati del dipendente e la retribuzione prevista. Sarà poi l’Inps ogni tre mesi a inviare al domicilio dell’interessato il bollettino per il pagamento dei contributi di colf e badanti. La denuncia all’Inps potrà essere fatta di persona presso una sede di zona, oppure al numero 16464. Infine, per i lavoratori domestici è stato già emanato il decreto per il pagamento dei contributi per il periodo antecedente il 10 giugno mentre per i lavoratori subordinati si attende ancora il decreto del ministero del Lavoro. Marcello Frisone