Sanatoria a quota 450mila

24/10/2002

          24 ottobre 2002

          IMMIGRATI
          Il ministro Giovanardi fa il punto sulle domande presentate agli uffici postali
          Sanatoria a quota 450mila
          Sui dati cautela dell’Interno – Per la Caritas regolarizzazioni non oltre il 20-30%

          ROMA. Sono 450mila le domande presentate in Posta
          dai datori di lavoro per la sanatoria di colf, badanti e
          lavoratori subordinati delle imprese. È quanto ha fatto
          sapere il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Carlo
          Giovanardi, rispondendo alle critiche fatte ieri dal presidente
          nazionale della Caritas, monsignor Benito Cocchi,
          secondo il quale la nuova legge sull’immigrazione
          (la 189/02) è «da correggere perché i problemi si sono
          accentuati».
          «Per esempio — ha detto il presidente Caritas,
          intervenendo alla presentazione del 12° rapporto
          sull’immigrazione Caritas-Migrantes alla quale ha preso
          parte anche il sottosegretario all’Interno Alfredo Mantovano —
          sono stati introdotti elementi di paura e difficoltà di vario
          genere, come per i ricongiungimenti familiari, e non ha
          aiutato poi a regolarizzare le situazioni in nero perché pochi
          datori di lavoro hanno interesse a farlo». Tant’è che
          per don Vincenzo Colmegna, responsabile della Caritas
          Ambrosiana, «non tutti quelli che hanno fatto domanda
          si regolarizzeranno, anzi la percentuale positiva, secondo
          noi, sarà del 20-30%».
          Ma per Giovanardi non è così. Il ministro, infatti, ha
          ricordato che le nuove disposizioni sull’immigrazione sono
          entrate in vigore «l’11 settembre 2002 e, da quel giorno
          a oggi, sono state presentate, con relativi versamenti,
          circa 450mila domande di regolarizzazione di rapporti di
          lavoro con possibilità di ulteriori regolarizzazioni, rimanendo
          i termini aperti fino all’11 novembre».
          Nel frattempo —ha proseguito Giovanardi — «è stata
          favorita, a tutti i livelli, la ricongiunzione familiare e la
          permanenza in Italia di minorenni abbandonati che, con la
          precedente legislazione, venivano espulsi al compimento
          del 18° anno di età. Come, davanti a questo quadro, si
          possa parlare di una legge che ha introdotto elementi di
          paura e difficoltà di vario genere — ha concluso il ministro
          non aiuta a mettere in regola le situazioni in nero, è
          davvero incredibile e del tutto difforme dalla realtà, con
          l’unico rischio reale di fomentare polemiche ingenerose
          e fuorvianti che rendono ancora più difficili le soluzioni
          ai problemi».
          Su come sta procedendo la sanatoria degli immigrati
          clandestini si è espresso anche Mantovano, secondo il
          quale c’è «assoluto ordine, nonostante il milione e mezzo
          di moduli distribuiti. Non si vedono file, vuol dire che
          il meccanismo così come è stato predisposto sta
          adeguatamente funzionando». Posizione ribadita anche
          dal presidente dei deputati di An, Ignazio La Russa, che si è
          chiesto tra l’altro «per quale motivo i giornali non si occupano
          di come stiano funzionando bene i meccanismi di
          accesso agli effetti concreti della legge Bossi-Fini.
          Probabilmente, soltanto il desiderio di un riconoscimento, una
          targa o una menzione, può spingere qualche giornalista
          a occuparsi delle cose che in Italia vanno bene, evitando
          di dipingerci sempre come il Paese delle banane».
          Secondo lo studio della Caritas, comunque, in Italia il
          lavoratore immigrato è piuttosto ricercato: un assunto ogni
          10 è extracomunitario. Inoltre, uno ogni cinque posti perduranti
          a fine anno spetta a un immigrato, mentre per gli italiani la
          proporzione è di uno ogni dieci. Il tutto in un Paese dove si
          stima che il numero complessivo di immigrati sfiori 1,6
          milioni di unità, ovvero il 2,8% della popolazione
          totale residente, equivalente a un immigrato ogni 38 residenti.
          MARCELLO FRISONE