San Precario, il primo maggio prega per noi

09/04/2004





 
   
9 Aprile 2004
ECONOMIA




 

San Precario, il primo maggio prega per noi
Festa del lavoro a Milano, l’icona dei precari di tutta Europa scende in piazza in contemporanea con Barcellona. Più di 50 mila persone parteciperanno alla quarta edizione della MayDay Parade

LUCA FAZIO


MILANO
Tenete bene a mente una data, anzi due. La prima si festeggia il 29 febbraio, cioè mai. È la festa di San Precario, il santo protettore di un esercito di malfermi instabili flessibili e ricattati da ben 31 tipologie di contratto di lavoro atipico (la blasfema arte pagana moderna ritrae spesso il santo vestito con divise di supermercati o di fast food). Il santo ha cominciato a palesarsi il primo giorno di maggio del lontano 2001 d.C. dalle parti di Milano e da quel giorno ha restituito all’Europa un’antica festa caduta in disuso (si festeggiava dal 1886) e ridotta a un sonnacchioso concertone, teletrasmesso dai sindacati come forma di risarcimento per tutti quei giovani under 40, consumatori di tutto fuorché di politica, che hanno rinunciato a rivendicare diritti sociali. Questa festa invece si chiama
MayDay Parade, non è per niente appesantita dalla partecipazione di Cub e SinCobas e nel 2003 ha chiamato a raccolta 50 mila persone. Quest’anno, grazie a decine di assemblee in tutta Italia, si allargherà ancora di più (con itinerario vagante e partenza alle 15 da Porta Ticinese). Innanzitutto parla diverse lingue. L’euroMayday Parade 2004 infatti riempirà le piazze simultaneamente a Milano e Barcellona (Spagna e Italia sono paesi «leader» del precariato in Europa), con gli animatori della scena parigina che scenderanno nel sud su grandi carri allegorici per raffigurare le pene della génération précaire; altre manifestazioni sono previste a Parigi, Londra e Berlino. L’obiettivo è quello di cominciare a far sorgere uno spazio politico e sociale europeo che si occupi di problemi reali a partire da quelli riconducibili a una precarietà sempre più diffusa. «I precari non sono più giovani e sfigati da vittimizzare – spiega Alex Foti di Chainworkers (www.chainworkers.org) – ma sono un soggetto pubblico che sa organizzarsi su scala europea». La condizione cui aspirano «alla svelta», la piattaforma come si direbbe in sindacalese antico, si chiama flexicurity: garanzia di reddito, contributi sociali e ferie, diritto di autorganizzazione sindacale tra i precari e fine della discriminazione tra chi è precario e chi no, tra chi è part-time e chi è full-time, accesso sussidiato alla cultura, alla formazione, alla casa, alla sanità e ai servizi sociali di base, accesso al credito e alla possibilità del mutuo, limitazione del lavoro festivo e notturno e della turnazione e mobilità selvagge. Il paradiso di San Precario. Ma se pretendere tutto ciò vi sembra poco realistico, provate allora a chiedere un prestito con un contratto a tempo determinato, magari solo per comprare un catorcio con comode rate mensili…

Quest’anno il gemellaggio con Barcellona, dicono i Precog – neologismo che tiene insieme il precariato che lavora al dettaglio e il «cognitariato» della comunicazione e della formazione – «rende ancora più pressante la questione della guerra globale in corso e impone di rinnovare l’appello al ritiro delle truppe dall’Iraq e l’opposizione ai governi liberisti che appoggiano la guerra di Bush in Europa».

La MayDay Parade più che una manifestazione è un format libertario e molto aperto – nessuna delle tante sigle che vi partecipano può pensare di egemonizzare alcunché – che comprende dozzine di carri musicali e carnevaleschi, furgoni, biciclette, bambini, adulti, contorsionisti della flessibilità, tutti rabbiosamente gioiosi, soprattutto contro quelle catene commerciali che rimangono aperte anche nei giorni di festa, quando riposano persino il «signore» e i santi tutti (fatta eccezione per San Precario). Ecco perché sabato 1 maggio, all’insegna dello slogan adotta una catena, ogni realtà picchetterà creativamente le catene commerciali e i supermercati che rimarranno aperti (tutti) chiedendo ai cittadini di non comprare. La festa proseguirà fino a sera con un assedio spettacolare al Castello Sforzesco, «vogliamo dare l’arrembaggio all’eurogaleone per prendere la parte del tesoro che ci spetta». Il vero primo maggio è qui, nei secoli dei secoli.