Salvi i vecchi cfl e gli sgravi

14/11/2003

ItaliaOggi (Economia e Politica)
Numero
270, pag. 5 del 14/11/2003
di Teresa Pittelli


Lo prevede il primo accordo interconfederale di attuazione della riforma Biagi.

Salvi i vecchi cfl e gli sgravi

I contratti in corso resteranno fino alla scadenza

Restano in piedi i contratti di formazione lavoro avviati prima della riforma Biagi, entrata in vigore il 24 ottobre scorso. E rimangono anche i corrispondenti incentivi alle imprese, cioè gli sgravi contributivi del 15% (sotto i 16 dipendenti) e del 25% (sopra quella soglia). Questi i contenuti del primo accordo interconfederale di attuazione della legge di riforma del mercato del lavoro, raggiunto ieri al ministero del welfare tra le organizzazioni delle imprese e dei lavoratori. L’intesa prevede, in particolare, che non solo continuino fino alla scadenza i cfl in corso fino al 23 ottobre 2003, ma che siano avviati i progetti di cfl approvati dalle commissioni competenti e siano esaminati i progetti presentati. Una salvezza ad ampio raggio, quindi, dei vecchi contratti. E anche degli incentivi a essi legati. L’accordo interconfederale, richiesto dal decreto attuativo della legge per gestire la messa a regime della riforma, non ha però, ovviamente, un valore vincolante per il governo, che dovrà ora esaminarlo prima di dare una risposta.

Soddisfatto Giuseppe Casadio, segretario confederale della Cgil, che ricorda un altro punto significativo dell’intesa, voluto dai sindacati: l’apertura della discussione, da martedì in poi, su tutti gli altri aspetti della nuova legge sui quali le parti sociali possono intervenire. Stanno a cuore alla Cgil, per esempio, ´le problematiche della transizione tra le collaborazioni coordinate e continuative e il nuovo lavoro a progetto, nonché una definizione univoca di contrattazione collettiva, laddove la legge confonde spesso contrattazione nazionale, locale, aziendale e individuale’, aggiunge Casadio, ´con il rischio di un abbassamento del livello delle tutele’. Cisl e Uil, inoltre, hanno messo l’accento sulla disciplina del part time ´che non concede sufficiente spazio alla contrattazione collettiva’. Da martedì 18, quindi, si torna tutti al tavolo.

Soddisfatti dell’intesa anche gli industriali. ´Si tratta di un accordo molto positivo che dà valore al dialogo sociale’, ha commentato il presidente di Confindustria, Antonio D’Amato. Mentre per il responsabile legislazione e politiche sociali di Legacoop, Bruno Busacca, ´l’intesa è finalizzata a non bloccare l’attivazione dei contratti di formazione e lavoro, per evitare il rischio di una carenza, anche temporanea, di strumenti per l’ingresso nel mercato di migliaia di giovani’. Legacoop apprezza inoltre ´l’impegno a proseguire il negoziato su tutti i temi che la nuova disciplina affida alle parti sociali’. Confagricoltura, infine, ´si augura che i ministeri del lavoro e dell’economia reperiscano le risorse finanziarie necessarie ad assicurare le relative agevolazioni contributive’. Sempre sul fronte del lavoro, inoltre, ieri il ministro del welfare, Roberto Maroni, ha annunciato che è in arrivo un commissario straordinario per la repressione del lavoro nero, con pieni poteri di coordinamento degli ispettori del ministero, di Inps, Inail, forze dell’ordine e guardia di finanza. ´I fatti di Genova dimostrano che neanche quando il committente è una p.a. si riesce a impedire l’infiltrazione di lavoro nero’.