Salvi alla McDonald’s, Il Manifesto 11 ottobre 2000

Il Manifesto 11 ottobre 2000



Salvi alla McDonald’s

Aveva chiesto il permesso per andare in bagno, ma non per fermarsi anche a bere un bicchier d’acqua. Risultato: una contestazione scritta da parte del McDonald’s di viale Talenti a Firenze, gestito in franchising dalla società Serena srl, cui il dipendente ha risposto, sempre per scritto: "Non ho mancato di rispetto al manager che intendeva sottolineare la gravità della mia azione, ma molto civilmente ho fatto notare l’impellenza di tale azione, che non sarà prevista nel regolamento McDonald’s, ma è obbligatoria per la sopravvivenza del genere umano". Grazie ai sindacati tutto il carteggio è finito nelle mani di Cesare Salvi, proprio all’indomani del primo sciopero italiano dei dipendenti in un altro McDonald’s fiorentino. La risposta del ministro del lavoro non si è fatta attendere: ieri l’ispettorato del lavoro è entrato in azione in tutti i fast food del capoluogo toscano, per verificare il rispetto dei diritti sindacali, degli accordi contrattuali, e la regolare applicazione del decreto che disciplina il part-time. "Lo stesso lavoratore del bicchier d’acqua – chiude Paolo Mugnaini della Filcams Cgil – era stato sospeso in luglio per cinque giorni. Perché mangiava caramelle durante il lavoro". (R. C.)