Coordinamento SSL e Ambiente 15/02/2013

Roma, 6 marzo 2013

Si è tenuto il 15 febbraio scorso il coordinamento SSL e Ambiente, con contemporaneo collegamento in videoconferenza, al quale hanno partecipato strutture e/o delegati delle seguenti regioni : Lombardia, Puglia, Lazio, Liguria, Veneto.

Con la presente, anche a causa della scarsa partecipazione, cerchiamo di fornirvi una nota sintetica di quanto sottoposto alla discussione del coordinamento.

Evitare il rischio “normalizzazione

Con la stessa logica con cui proponiamo alle aziende di rilanciare gli investimenti in prevenzione e sicurezza anche nei momenti di crisi, è necessario anche al nostro interno affrontare contrattualmente il tema della SSL con una strategia di attacco.

La gestione della salute  e della  sicurezza viene considerata troppo spesso un costo , e i "risparmi" sulla gestione della sicurezza e sulla manutenzione  si rivelano disastrosi, con una moltiplicazione dei costi anche sociali.

L’impresa che investe in sicurezza ha più probabilità di superare un momento di crisi, anche con la collaborazione dei lavoratori, e così l’Organizzazione Sindacale, rilanciando l “iniziativa con convinzione, ha maggiori possibilità di capitalizzare consenso e ottenere risultati su progetti rivendicativi specifici.

E’ importante in questa fase combattere l’ideologia arcaica che lega la produttività all’intensificazione dei ritmi e dei carichi di lavoro.

Dobbiamo affermare la connessione stretta tra lavoro di qualità, sicurezza e competitività dell’azienda.

Lavoro e salute si conciliano tramite investimenti e rispetto delle regole, affinché non si ripetano casi come l’ILVA o la Thyssenkrupp (dove si è posta la questione in termini di inaccettabile conflitto tra posto di lavoro e diritto alla salute).

Per questo, il coordinamento ha ritenuto utile individuare 5 linee operative, che senza avere l’ambizione di rappresentare un piano di indirizzo, possono fornire spunti e perimetri di iniziativa, soprattutto CONTRATTUALE, da riproporre anche all’ Assemblea Nazionale degli RLS , prevista per il 18 marzo prossimo a Bologna.

FORMAZIONE/INFORMAZIONE

Dall’attività legata ai Fondi Interprofessionali alle verifiche sull’attuazione dell’obbligo formativo nei termini previsti dall’Accordo Stato Regioni, l’interlocuzione con le aziende in tema di formazione offre molteplici terreni, sui quali è necessario proporre e rilanciare al di là dei meri adempimenti burocratici.

Sul fronte interno, la Filcams continua l’investimento legato al Piano di Formazione Nazionale, che prevede macroprogettazioni specifiche sul tema della sicurezza, con dirigenti territoriali della Filcams accreditatisi come formatori nazionali impegnati nelle realizzazione dei moduli e nella loro implementazione.

CONTRATTAZIONE

Pur in presenza di un forte ricatto occupazionale, che vediamo esplicitarsi in numerose procedure di ristrutturazione e tagli sul personale ormai quotidiani, dobbiamo perseguire la via rivendicativa in termini di ssl.

La recente disdetta di Federdistribuzione, che prefigura scenari contrattuali specifici per la GDO, e l’attività negoziale di due importanti tavoli di rinnovo (Turismo e Multiservizi) suggeriscono il tema come elemento di discussione non trascurabile, anche con l’obbiettivo di mantenere una interlocuzione ampia sui temi legati all’organizzazione del lavoro.

Non è da sottovalutare infatti il rischio concreto di deroghe e sviluppi negativi, favoriti da uno scenario che include l’art.8 della manovra 2011 e l’accordo separato sulla produttività.

RAPPRESENTANZA

Da proseguire l’iniziativa generale di elezione e diffusione di RLS in tutti i settori e in tutto il territorio.

L’art.47 del TU 81/2009 prevede elezione RLS nell’ambito aziendale e di
unità produttiva, e molte aziende tendono a proporre deroghe in pejus, al fine di ridurre la rappresentanza.

In questi termini, la deroga a quanto previsto dalla norma in sede di contrattazione (a qualsiasi livello) rappresenta una forma di elusione della norma stessa.

La legge è chiara nell’individuare l’obbligo di elezione anche nelle singole unità produttive, e la giurisprudenza ci indica come unità produttiva una "qualsiasi articolazione organizzativa dell’impresa, caratterizzata da un minimo di complessità, e intesa alla realizzazione di una o più parti dell’attività dell’impresa".
Pertanto, stando alla lettera della legge ed interpretando il concetto di unità produttiva come sino ad ora elaborato dai giudici, l’elezione RLS deve essere consentita per ogni singolo negozio/stabilimento/filiale che possegga i numeri previsti dalla legge.

Inoltre, secondo l’art.8 della finanziaria 2011, le intese modificative (derogatorie) dovranno salvaguardare in ogni caso “il rispetto della Costituzione, nonché i vincoli derivanti dalle normative comunitarie e dalle convenzioni internazionali sul lavoro”.

Si pone certamente il problema di individuare con esattezza i limiti derivanti da tali fonti normative, nella consapevolezza che molta parte del diritto del lavoro italiano costituisce attuazione di principi costituzionali e di obblighi internazionali e comunitari (come, appunto, la materia della salute e sicurezza del lavoro).

Tuttavia, con chiarezza è affermabile che:

- intervenire sul numero di RSL sia estraneo ai fini per cui la contrattazione collettiva di secondo livello può derogare alla legge, in base a quanto previsto dall’art.8

- la riduzione del numero di RSL (mediante accorpamento "virtuale" di più unità produttive) contrasti – operando una sostanziale riduzione del principio di sicurezza sul luogo di lavoro – con le norme costituzionali e sovranazionali in materia.

E’ pertanto consigliabile approcciare questo argomento con le aziende seguendo un percorso omogeneo in tutto il territorio nazionale, correggendo eventuali discrepanze, ove possibile, e incentivando, al contrario, la maggiore diffusione e non la riduzione degli RLS.

ASSISTENZA
L’organizzazione di servizi di assistenza per i nostri lavoratori passa necessariamente dall’acquisizione di competenze specifiche e dalla presa in carico di esigenze (politiche di genere, condizione dei migranti, ecc.).

Le malattie professionali e la loro crescita esponenziale ci suggeriscono di continuare l’operazione di conoscenza dei rischi specifici: fondamentale l’analisi delle condizioni di lavoro e la ricostruzione dei nessi causali.

Emergono poi nuovi disagi lavorativi legati a mansioni particolarmente gravose anche dal punto di vista psicologico: si è ipotizzato, confortati dai dati finora raccolti, un probabile legame tra liberalizzazione degli orari e aumento di stress, ma si è citato anche il caso della ristorazione autostradale, della Vigilanza Privata, dei Fast Food.

Le donne sono più colpite da malattie professionali a carattere psichico, suggerendo quindi la necessità di un approccio di genere ancora più accentuato in quei settori che potremmo definire “di frontiera”.

Il rischio concreto dell’inidoneità, che può comportare il licenziamento, rende ancora più importante l’opera di prevenzione, da progettare e incentivare anche mediante una attiva collaborazione sul territorio con i patronati.

E’ importante capovolgere il rapporto con INCA , coinvolgendoli fin dentro i nostri luoghi di lavoro, organizzando iniziative di prevenzione e non attendendo semplicemente al ruolo di tutela individuale in caso di necessità.

Sul terreno degli infortuni è importante acquisire un punto di vista nuovo : dato l’alto numero di infortuni in itinere, è utile veicolare il concetto di benessere complessivo, per uscire dal perimetro aziendale e creare continuità tra sicurezza sul lavoro e ambiente di vita.

Nei vari settori poi, è importante la conoscenza dei rischi specifici, che vanno dalla movimentazione carichi agli sbalzi termici , al rischio chimico .

PROMOZIONE

Su questo versante, molto spesso si trascurano possibilità che garantirebbero discussioni produttive con le aziende.

Ad esempio l’INAIL prevede sconti anche significativi (la cosiddetta oscillazione su prevenzione) per quelle aziende che effettuano interventi organizzativi, ambientali o di altro tipo, atti a favorire la prevenzione e la diminuzione dei fattori di rischio: tra la documentazione probante da presentare sono previsti anche accordi sindacali.

IL METODO

In sintesi, si è convenuto di valorizzare iniziative e proposte provenienti dai territori, che in alcuni casi sono già molto attivi su tutte le linee descritte, socializzando quanto realizzato e progettando per ogni territorio almeno una/due iniziative o attività su una delle linee proposte da effettuarsi entro la fine dell’anno. La presa in carico del tema non è cosa che si possa delegare, va valorizzata e promossa nell’attività quotidiana di contrattazione di ognuno.

Il coordinamento SSL, per sua natura organismo non burocratico, dovrebbe favorire la rottura degli schemi , bypassare i propri stessi limiti e fragilità, proporre sinergie e contaminazioni da tradursi in proposte e soluzioni concrete.

SECONDA ASSEMBLEA RLS e RLST 18 MARZO BOLOGNA

E’ stata poi presentata la Seconda Assemblea degli RLS Filcams, prevista a Bologna per il 18 marzo prossimo.

La proposta avanzata al coordinamento è stata quella di evidenziare le criticità di uno dei settori più esposti della nostra categoria, quello degli appalti di servizi.

Infatti, oltre ai rischi introdotti dalla riforma Fornero sulla questione della responsabilità solidale, questo settore sta vivendo il dramma della spending review e delle gare al massimo ribasso, che gettano lavoratrici e lavoratori nel pieno del ricatto occupazionale, come si richiamava in apertura.

E’ evidente che questa situazione, unita al concreto fenomeno delle infiltrazioni della criminalità organizzata e dell’illegalità diffusa, non favorisce la battaglia per la prevenzione, qui resa più difficile anche dai rischi da interferenza delle lavorazioni.

In occasione dell’Assemblea di Bologna, sarà presentata la trilogia delle guide per lavoratori e RLS realizzata dalla Filcams Nazionale per i tre settori (Commercio, Turismo e Servizi) , strumento utile per la diffusione di conoscenze

e per il reclutamento di nuovi militanti e partecipanti alla sfida per il benessere lavorativo.

p. la Segreteria della Filcams Nazionale

Giuliana Mesina