Coordinamento SSL e Ambiente 22/03/2011

Dipartimento SALUTE SICUREZZA e AMBIENTE

Roma , 1 aprile 2011

il 22 marzo scorso si è tenuto il coordinamento SSL e Ambiente, alla presenza dei seguenti territori: Veneto, Lazio, Sardegna, Emilia Romagna, Toscana, Puglia, Lombardia.

Cerchiamo di sintetizzare qui di seguito i temi affrontati in introduzione e le prossime attività in programma.

Il Contesto, il Contratto separato

La derubricazione del tema Salute e Sicurezza ad argomento di legge e non di negoziazione sindacale, o il suo scioglimento tramite procedimento giudiziario, non sono strade che ci permettono l’elevazione culturale che abbiamo identificato come un obbiettivo strategico già dal nostro primo coordinamento.

Detto questo, la domanda principale da porsi è : come si gestisce il tema della salute e sicurezza in una condizione come quella che si è venuta a concretizzare in questi ultimi mesi?

Mentre la copertura del principale CCNL della categoria va esaurendosi, la tendenza è quella di parlare di accordi anche ove questi non esistono, impedendo in alcuni casi una vera e propria presa di coscienza da parte di ampi settori del mondo del lavoro.

La natura negoziale del dialogo fra azienda e lavoratore va scomparendo, si è imboccato un sentiero di coercizione, dove si definiscono impropriamente “accordi” dei veri e propri regolamenti dettati dalle aziende.

Il tentativo di forzare verso l’aziendalizzazione delle relazioni contrattuali, nega la tradizione confederale e generalista di tutta la storia del movimento delle lavoratrici e dei lavoratori italiani.

E’ in questa stessa strategia, che si pone anche il contratto separato del Commercio: rilanciamo qui tutte le valutazioni già fatte, relative al cambio di paradigma delle altre OO.SS., alla loro scelta di proporsi non più come autonome organizzazioni di

rappresentanza, ma come interlocutori della controparte che nella funzione bilaterale pattuita hanno il loro limite di azione.

Da questa scelta discendono molte conseguenze, non ultima l’accettazione del peggioramento delle condizioni di vita e di lavoro delle persone che si intendono rappresentare, ormai solo nominalmente.

In questa situazione, viene facile, anzi facilissimo, agevolare il pensiero di matrice bocconiana, ideologia predominante fra le imprese, secondo il quale la Salute e Sicurezza non è materia di contrattazione.

In tutto il testo sottoscritto da Confcommercio, Fisascat e Uiltucs non v’è un accenno alla salute e sicurezza, non un intervento volto a migliorare il benessere lavorativo.

Ci si applica invece in un intervento odioso e punitivo verso il trattamento di malattia.

E’ fondamentale cogliere l’immensa portata di un tale ribaltamento logico: in mancanza di migliori foglie di fico, che possano coprire l’assoluta incapacità di un settore di affrontare la crisi, elaborare strategie, valorizzare le risorse, sE’ fondamentale cogliere l’immensa portata di un tale ribaltamento logico: in mancanza di migliori foglie di fico, che possano coprire l’assoluta incapacità di un settore di affrontare la crisi, elaborare strategie, valorizzare le risorse, si compie l’inimmaginabile, con l’incredibile complicità delle Organizzazioni Sindacali, e si scarica la colpa della scarsa produttività sulle fasce più deboli dei lavoratori, penalizzando ulteriormente chi già è in difficoltà.

E’ poi gravissima la negazione della politica solidaristica che ha caratterizzato la nascita della Repubblica Costituzionale Italiana, dopo il corporativismo del ventennio fascista. Come altro leggere la possibilità di sottrarsi ai versamenti contributivi del 2,44% all“INPS?

Questa la strada più facile, in assoluta convergenza con i meccanismi politici e sociali che stanno investendo il Paese da almeno due decenni: una parte consistente del Paese cessa di considerare un diritto pubblicamente garantito la propria aspirazione a una vita degna, finendo inevitabilmente per trasformare l’interazione sociale e politica in uno scambio tra chi è costretto a chiedere protezione e chi in cambio pretenderà fedeltà.
Discrezionalità dei padroni e dedizione dei servi, niente hanno a che fare con la DEMOCRAZIA.

La strada più corretta, più giusta, quella che passa dalla modernizzazione e dalla messa in sicurezza degli ambienti di lavoro, quella che identifica la sicurezza come una leva della competitività e chiama le aziende in causa, le sfida a mettere in campo investimenti, è assolutamente ignorata. La salute e la sicurezza non sono mai tematiche incluse nei ragionamenti analitici sulla crisi economica. A dimostrazione ancora una volta, semmai ce ne fosse bisogno, dell’arretratezza delle classe dirigente di questo paese.

Ma tornando alla Filcams e alla domanda che ci siamo posti in apertura: come mantenere al centro della discussione la qualità delle vita delle persone, come parlare ancora di salute e sicurezza in un contesto senza precedenti come quello in cui ci troviamo?

Tutto ciò ci introduce ad un altro tema cardine della vicenda dell’accordo separato, e cioè quello della contrattazione decentrata, e della grande mistificazione che vi si è costruita intorno.

Si è palesemente incatenata e mutilata la contrattazione di 2 livello, affermando di averla potenziata ed estesa.

L’ideologia dominante che vuole il tema ssl come un tema non sindacale o di contrattazione,aveva fino ad oggi consentito ugualmente, in alcuni casi, l’apertura di

spiragli negoziali, sebbene ancora con scarso margine di manovra.

Pensiamo a quelle aziende, della GDO soprattutto ma non solo, dove le caratteristiche dimensionali e la frammentazione organizzativa hanno fatto intravedere la convenienza di un accordo sindacale per la gestione dei diritti discendenti dal DL 81.

E’ senz’altro solo l’inizio di un percorso, che dobbiamo portare a compimento conquistando percorsi di eccellenza e portando le aziende a discutere sul nostro terreno. Le condizioni adesso saranno più difficili, forse in alcuni casi proibitive, ma dobbiamo continuare a presidiare il fronte, dobbiamo combattere la tentazione che porta a rimandare la questione a tempi migliori.

La difficoltà sta nel tenere alta la tensione, anche e soprattutto al nostro interno: cedere significherebbe negare quanto abbiamo sostenuto fino ad ora , e cioè che il tema ssl fosse strategico, irrinunciabile, non ghettizzabile.

Quindi, nel proseguire a presidiare ovunque e comunque i tavoli aperti con i temi della sicurezza, un ulteriore obiettivo strategico che abbiamo individuato è quello che va appunto in direzione contraria alla ghettizzazione: in tutte le iniziative in campo dobbiamo tessere il filo rosso della ssl.

La Filcams Nazionale e le Filcams territoriali, hanno un fittissimo programma di iniziative, qui ne citiamo solo alcune:

dalla battaglia politica e culturale “La festa non si vende”, alle iniziative seminariali sulla contrattazione di secondo livello, le mobilitazioni dei giovani del 9 aprile, la grande assemblea delle delegate e dei delegati del 16 aprile, le iniziative connesse ai tavoli contrattuali ancora aperti, le mobilitazioni diffuse, e tutte le platee che si apriranno fino allo sciopero generale del 6 maggio.

In ognuna di queste occasioni possiamo rappresentare la situazione anche citando la salute e la sicurezza, motivando e costruendo un pezzo di cultura in più, non concedendo alibi a chi la vorrebbe tema separato e “tecnico”, campo di specialisti o appassionati.

La stagione di attacco che stanno vivendo le lavoratrici e i lavoratori è prima di tutto un attacco alla loro dignità di parte sociale, dalla quale non è scorporabile il diritto al benessere, alla salute, alla sicurezza.

LO STRESS LAVORO CORRELATO

Lo stress lavoro correlato, del quale abbiamo già parlato come di una straordinaria opportunità per approfondire percorsi, aprire tavoli, ottenere spazi di democrazia, pur con tutti i limiti che abbiamo cominciato a esperire, resta un argomento di grande rilevanza e grande portata, da non abbandonare per nessuna ragione nelle mani di specialisti esterni o di aziende.

Anche perché a parere nostro lo stress è indiscutibilmente un elemento da imputare ai fattori di rischio di AMBIENTI LAVORATIVI.

Dobbiamo combattere la deriva psicologista che tende a medicalizzare eccessivamente il problema, facendolo poi ricadere all’interno della responsabilità individuale delle lavoratrici o dei lavoratori colpiti da stress.

A questo proposito,vale quanto già detto prima in relazione alla contrattazione di secondo livello: in questo caso abbiamo la possibilità di approfondire il legame con elementi chiave dell’organizzazione del lavoro, quali orari, turni, carichi di lavoro, clima, percorsi di carriera, incarichi e formazione, ecc.

Inutile ribadire che non troveremo un terreno molto disponibile al confronto: è palese che la contrattazione di secondo livello, che con l’accordo separato si è voluta amputare di ogni possibilità, potrebbe essere recuperata, almeno in alcuni temi relativi all’organizzazione del lavoro, attraverso questo grimaldello.

LA BILATERALITA’

Un altro fronte da presidiare, sempre in relazione a quanto avvenuto con il contratto separato, ma con propaggini che vanno ben oltre il settore del terziario, è senz’altro il fronte della bilateralità e della PARITETICITA’.

Nella sostanza il rischio che una pariteticità (o bilateralità) deviata possono introdurre è lo stesso.

Infatti, il Ministero sta attrezzandosi per avviare la cosiddetta ASSEVERAZIONE: i compiti di questo tipo dovranno essere affidati agli OO.PP., tramite apposite commissioni bilaterali, ma senza aver ancora individuato con quali risorse.

E’ palese l’accento posto, con maggiore enfasi, sul ruolo di supporto alle imprese che possono esercitare gli OO.PP. : gli organismi paritetici verificano le attuazioni efficaci dei modelli di gestione della sicurezza, rilasciando una apposita “asseverazione”, della quale gli organismi di controllo devono tener conto in sede di pianificazione delle proprie attività di vigilanza, in modo che gli accessi ispettivi vengano pianificati in primo luogo in quelle aziende ove non abbia operato il “controllo sociale” della bilateralità.

E’ singolare la rassomiglianza con la certificazione dei contratti che gli enti bilaterali, nelle intenzioni di CISL e UIL, possono fornire.

Ed è anche facile immaginare come, in mancanza di una regolamentazione chiara e vincolante, e in mancanza di un apparato sanzionatorio efficace, avremo “asseverazioni” rilasciate degli enti più disparati: il mercato delle certificazioni si sta già attrezzando.

FINANZIAMENTI E FORMAZIONE

E’ importante poi notare come, in attuazione dell’art.11 comma 5 del DL81/2008, l’INAIL abbia pubblicato un bando da 60 MLN di Euro: una pioggia di finanziamenti alle imprese, attribuiti mediante un sistema simile al click day.

Dal 12 gennaio è stato possibile inviare le domande di finanziamento (fino a 100mila euro per ogni singolo progetto finanziabile), accolte in ordine cronologico di arrivo. In meno di un’ora i soldi a disposizione erano esauriti.

Non è prevista nessuna valutazione qualitativa sui progetti.

Le tipologie di progetti ammessi sono ampie: si va dagli investimenti per la sicurezza fino ad iniziative di formazione e informazione e l’adozione di modelli organizzativi diversi e più efficaci sotto il profilo della tutela della salute e dell’incolumità dei lavoratori.

Questa linea di finanziamento si stabilizzerà in crescendo, il bando 2011 di 60 milioni è solo un primo bando di un progetto triennale che prevede fino a 750 mln di stanziamento,
Tra le altre linee di finanziamento ci è poi quella Regionale, che prevede 30 mln di euro e che è specificamente dedicata ai progetti formativi (tanto che gli stessi OPT possono presentare progetti alle Regioni)

In tutta questa pioggia di finanziamenti, si fatica a intravedere un criterio di accesso che garantisca equità e qualità, e del tutto assente è un qualsiasi strumento di monitoraggio e controllo.

Nessuno sarà in grado di dire, dopo questi interventi, se nelle singole aziende, nei territori, o anche a livello generale, il rischio è diminuito.

Sul sito dell’Inail sono pubblicati i nomi delle 1400 imprese a cui sono stati assegnati i 60 milioni di fondi: vi invito a dare un’occhiata, a vigilare. Potrebbe essere uno strumento di discussione nel caso individuassimo aziende dove abbiamo relazioni sindacali.

Politicamente, la valutazione è preoccupante : una cifra così impegnativa di soldi pubblici viene erogata completamente FUORI da ogni forma di controllo sociale.
Rispetto ai Fondi Interprofessionali (che prevedono un accordo sindacale a corredo del progetto formativo presentato) qui siamo veramente alla liberalizzazione totale. Da questo ragionamento, e dalle condizioni strutturali del nostro sistema produttivo, discende ancora una volta la necessità di qualificare le imprese: il concetto va esteso, anche a tutto il sistema degli appalti, intensificando e rendendo obbligatorio il controllo pubblico.

DIPENDENZE

Viste le recenti uscite del Ministro Giovanardi che propone di estendere gli accertamenti sulle dipendenze da alcool e stupefacenti ai dipendenti statali , insegnanti e dipendenti RAI compresi, è importante vigilare anche su questo aspetto: la deriva repressiva e colpevolizzante è sempre in agguato.

Il problema c’è, nel mondo del lavoro come fuori. Ma affrontarlo “contro” i lavoratori consumatori di sostanze (non sempre classicamente “tossicodipendenti”), spesso precari e, per di più, avvalendosi di operatori (quelli dei SERT) sempre più precari anche loro, è un vero dramma nel dramma.

LAVORI USURANTI Il 9 marzo è stato votato all’unanimità dalla commissione lavoro della Camera il parere favorevole al decreto sui lavori usuranti (tema di cui si parla da oltre trent’anni).

Il Decreto, che deve passare all’approvazione del Consiglio dei Ministri e dovrebbe diventare operativo entro aprile, prevede di mandare in pensione, fino a tre anni prima rispetto agli altri, i lavoratori definiti dal decreto Salvi del 1999 (cave, miniere, gallerie, ecc), i lavoratori notturni, i conducenti di mezzi pubblici e i lavoratori alla catena di montaggio.

I finanziamenti stanziati nel bilancio a questo scopo, includono però una platea annuale di 5000 lavoratori: una stima sindacale identifica però in 15-18.000 i lavoratori che annualmente avrebbero il requisito per il pensionamento anticipato.

In Italia sono circa 800.000 i lavoratori impegnati in settori usuranti: per quello che riguarda la Filcams è senza dubbio il settore della Vigilanza privata che potrà essere il più interessato dal Decreto (si considera lavoratore notturno colui che ha effettuato almeno 64 notti di lavoro notturno, anche se esistono vari “scaglioni” nello schema di Decreto, cui vi rimandiamo per approfondire gli aspetti tecnici).

Da un punto di vista politico dobbiamo rilevare finalmente il recepimento per via legislativa di un concetto per noi molto importante : i lavoro NON SONO TUTTI UGUALI.
Rimangono però le criticità relative al tetto di compatibilità economica (o clausola di salvaguardia) che sottopone il godimento di un diritto al rispetto dei limiti di spesa stabiliti dal Governo.

Questo significa che l’inevitabile scostamento tra il numero delle domande effettive e la copertura finanziaria potrebbe produrre l’ennesima lotteria che trasforma un diritto che dovrebbe essere di tutti in un privilegio di pochi.

PROGETTO DI CONTRATTAZIONE DI SITO FILCAMS/FP

Si tratta di un progetto pilota, elaborato con la Funzione Pubblica Nazionale e che parte ufficialmente in aprile: il tentativo è quello di rilanciare la sperimentazione sulla contrattazione di sito, tentando di ricomporre la frammentazione esistente nel mondo del lavoro almeno nell’ambito di salute e sicurezza.

Abbiamo individuato, a partire ovviamente dalle disponibilità della F.P., alcuni territori che potrebbero fare da avamposto, senza che questo precluda l’inclusione di altri che dovessero dichiararsi disponibili:

I luoghi su cui concentrare l’attenzione saranno strutture ospedaliere o sanitarie.

Si prevede dunque un lavoro congiunto tra le due Categorie nazionali e territoriali, per mettere in rete i diversi soggetti (RLS/RSU ecc) e elaborare piattaforme di sito che permettano avanzamenti.

Al termine del percorso, che prevede riunioni in itinere con le strutture nazionali, emergeranno linee guida finalizzate a concretizzare buone pratiche in tema di salute e sicurezza (al fine di omogeneizzare diritti e tutele).

Si rimanda in ogni caso al progetto e alla circolare allegata per il dettaglio.

PROGETTO SEMINARIALE FILCAMS

La proposta è quella di incentrare la discussione del seminario su un concetto-chiave, che ci permetta un’elaborazione ampia e di alto livello.

Il tema è quello della DEMOCRAZIA DELLA CONOSCENZA.

Il quadro politico e padronale sta portando avanti un attacco fortissimo a questo principio: i vincoli per la consultazione del DVR, la stessa natura di un documento di valutazione dei rischi che viene redatto da consulenti esterni che poi non hanno nessuna responsabilità giuridica,e così pure l’utilizzo che spesso ne viene fatto, ritorcendolo contro i lavoratori, sono tutti elementi che tendono a limitare la condivisione e la partecipazione delle informazioni.

I lavoratori devono riprendersi in carico, in PRIMA persona, la tutela della loro salute: noi dobbiamo attrezzarci ad affrontare questa fase di attacco durissimo anche attraverso la preparazione e al’aggiornamento dei nostri quadri.

Per questo, il nostro seminario, che si terrà entro giugno, sarà rivolto a una platea militante in grado di attivare percorsi di contaminazione e di rafforzamento della rappresentanza.
Coinvolgeremo competenze specifiche, scientifiche e contrattuali, per rimettere in asse il nostro percorso di avanzamento verso la piena sicurezza dei luoghi di lavoro e verso la piena realizzazione di un benessere lavorativo.

Stiamo lavorando sulle date e sulle disponibilità dei relatori.

Ci piacerebbe poi una prevedere una parte del seminario rivolta all’esterno, in grado di veicolare un messaggio specifico: La difesa della salute delle lavoratrici e dei lavoratori passa, per noi, attraverso una ripresa e un’estensione dell’attività di contrattazione nei luoghi di lavoro e, quindi, attraverso un rafforzamento del Contratto nazionale.

Incentrare un seminario su salute e sicurezza sul tema della DEMOCRAZIA della CONOSCENZA ci sembra in linea con le battaglie più importanti che la CGIL e Incentrare un seminario su salute e sicurezza sul tema della DEMOCRAZIA della CONOSCENZA ci sembra in linea con le battaglie più importanti che la CGIL e la FILCAMS stanno mettendo in campo in questi mesi: la proposta su democrazia e rappresentanza non è lontana dal nostro concetto di partecipazione e di NON DELEGA.

La presa in carico delle problematiche legate al benessere, il coinvolgimento attivo delle lavoratrici e dei lavoratori è la condizione di partenza di una rinnovata volontà, quella di non abbandonare il progetto e l’obiettivo di un benessere pieno.

Il coordinamento ha proposto alcune temi di sperimentazione che potranno essere gli assi di una discussione che avrà anche un momento di progettazione contrattuale: fra questi segnaliamo l’approfondimento intorno ad alcune patologie tipiche della GDO, dovute ai movimenti ripetitivi, li settori ad alta incidenza infortunistica (mense e appalti), le declinazioni di genere degli interventi di prevenzione, la frammentazione del lavoro come ulteriore elemento di rischio (appalti , terziarizzazioni).

AMBIENTE A Fukushima si è verificato il terzo incidente più grave della storia in una centrale atomica.

Non c’era bisogno di questo per darci la convinzione che non è opportuno né auspicabile l’avvio in Italia di una nuova stagione nucleare.

Oggi, esattamente come nel secolo scorso, non esiste sicurezza assoluta per nessun tipo di centrale atomica ed è bene saperlo, anche come attivisti sindacali impegnati sui temi della salute e sicurezza, oltre che come cittadini.

Una discussione reale sull’ambiente non può concentrarsi semplicemente su NUCLEARE SI o NUCLEARE NO : piuttosto vogliamo rimettere in discussione le politiche liberiste degli ultimi decenni e parlare di un altro modello economico e sociale, fondato sulla riappropriazione sociale dei beni comuni e sulla gestione partecipativa delle comunità locali.

La DEMOCRAZIA della conoscenza parte anche da qui, dal riconoscimento di una nuova soggettività sociale che ha superato il binomio “espressione di un bisogno/delega al Palazzo” per farsi costruzione di un percorso di partecipazione collettiva dal basso che, afferma la necessità di un nuovo paradigma : su ciò che a tutti appartiene, tutte e tutti devono decidere.

OBIETTIVI ORGANIZZATIVI

Si conviene di proseguire nel lavoro di costruzione dell’anagrafe degli RLS e dell’archivio degli accordi. Si sollecitano quindi i territori a fornire, qualora non l’avessero già fatto a inviare i dati.

p. Filcams Nazionale

Giuliana Mesina