Salta l´incontro, mai così lontani sindacati e governo

26/03/2002


La Stampa web







(Del 26/3/2002 Sezione: Interni Pag. 3)
PALAZZO CHIGI COSTRETTO A DISDIRE LA RIUNIONE SULL´ART. 18 GIA´ CONVOCATA PER STASERA
Salta l´incontro, mai così lontani sindacati e governo
Cgil-Cisl-Uil: la rettifica del governo sul terrorismo non basta, parli il premier

ROMA

La rottura è totale. Mai, nella storia recente della Repubblica, le relazioni tra il governo e i sindacati confederali hanno raggiunto un livello tanto basso. C´era lo scontro sulla riforma dell´articolo 18. Ma le dichiarazioni e gli articoli dei ministri Bossi e Martino e l´intervista alla «Stampa» del sottosegretario Sacconi – con accuse durissime alla Cgil – hanno portato nel corso di una giornata drammatica all´annullamento dell´incontro tra governo e parti sociali in programma per oggi. L´incontro non si farà, e a questo punto non si immagina quando e come se ne potrà tenere un altro: Sergio Cofferati, a nome della Cgil, attende dal presidente del Consiglio una chiara smentita alle affermazioni dei suoi ministri. E senza una smentita, la Cgil non si siederà al tavolo con il governo. Ma anche Cisl e Uil sono insorte in modo veemente contro gli attacchi che giungono dal governo, che mettono in discussione il ruolo storico del sindacato confederale di fermo contrasto al terrorismo. La decisione di Sergio Cofferati è stata raggiunta in pochi minuti, ieri mattina. Letti i quotidiani, il leader della Cgil ha avvertito delle sue intenzioni Pezzotta e Angeletti e ha convocato in tutta fretta una conferenza stampa. In un clima tesissimo, di fronte ai giornalisti, il segretario generale ha annunciato di aver dato mandato ai legali di procedere contro Martino, Bossi e Sacconi per le loro affermazioni «esplicite e gravissime» contro la Cgil, «giunte dopo la grande e pacata manifestazione del 23 marzo». Poi, ha illustrato la lettera spedita a Silvio Berlusconi per chiedere «una smentita formale delle affermazioni dei ministri Martino e Bossi e del sottosegretario Sacconi, senza la quale considereremo tali dichiarazioni come atti che attengono al governo e al Presidente del Consiglio. Tutto ciò renderebbe impossibile la partecipazione della Cgil a confronti col governo», a partire dall´appuntamento di oggi. Perché, dice Cofferati, il «fondamento dei rapporti tra le parti è il reciproco rispetto». Ed è impossibile «sedersi a un tavolo con rappresentanti di governo che sostengono che la Cgil abbia collusioni con il terrorismo, e chiedono di "fare nomi". O accusano il sindacato di voler destabilizzare il quadro costituzionale». Altrettanto immediata e polemica la reazione di Cisl e Uil, che hanno riunito subito riunito le loro segreterie. «Sono calunnie contro il sindacato ? commentava amareggiato Savino Pezzotta -. Invece di diffondere insinuazioni contro il movimento sindacale, che è sempre stato in prima fila contro il terrorismo eversivo il governo deve ricercare i responsabili dell’assassinio di Marco Biagi assicurandoli alla giustizia». Luigi Angeletti parlava di «dichiarazioni che determinano un clima pesante e inaccettabile. Non si può neanche insinuare che il sindacato non sia stato e non è in prima linea nella lotta al terrorismo». Nel pomeriggio le agenzie «battevano» un fiume di dichiarazioni e di commenti. E nel sindacato si accoglieva con particolare soddisfazione il commento di Ciampi sulle manifestazioni «sale della democrazia». A quel punto da Palazzo Chigi veniva diramato un comunicato che voleva essere distensivo nei confronti di Cgil-Cisl-Uil: «Nell’invito rivolto a tutti a riprendere il confronto – si leggeva – è chiara ed implicita la convinzione del governo che non esistono collusioni, ambiguità o contiguità del sindacato nei confronti del terrorismo». Ma la presa di distanza è stata considerata tanto «sfumata» da non soddisfare in nulla l´ira delle confederazioni. E non è un caso che la prima reazione sia giunta proprio della Cisl, l´organizzazione considerata più disponibile al dialogo. Che annuncia la sua indisponibilità a partecipare all´incontro. «Il tentativo intervenuto di chiarimento sul tema del terrorismo rappresentato dalla presidenza del Consiglio – afferma una nota del sindacato di Via Po – è insufficiente e comunque non ancora idoneo a consentire l’incontro. Non si può infatti convocare, in un momento così delicato, una riunione anche sul terrorismo per ricondurre a serenità e responsabilità il confronto fra le parti e nel contempo alimentare un clima di scontro con il sindacato. Il governo – è la conclusione della Cisl – deve esplicitare inequivocabilmente la propria posizione, smentendo le pesanti illazioni che mettono in correlazione il terrorismo con il legittimo e democratico diritto di protesta». Un comunicato dello stesso tenore viene diffuso dalla Uil. E, mentre Umberto Bossi rincara la dose delle accuse al sindacato, ecco arrivare anche la risposta ufficiale della Cgil: «la nota di Palazzo Chigi non è una risposta ai gravi problemi denunciati dalla lettera inviata questa mattina al presidente del Consiglio». Stamani si riunirà la segreteria del sindacato di Cofferati. Al governo non resta che gettare la spugna: «non sono mature le condizioni per la ripresa del dialogo con le parti sociali». Il presidente della Confindustria, Antonio D’Amato, in silenzio per tutta la giornata, si limita a chiosare: «Si è persa ancora una volta l’occasione per dialogare». E ora, da dove si ricomincerà?

Roberto Giovannini