Salta la «Cabina di regia» per il turismo

20/06/2006
    domenica 18 giugno 2006

    Pagina 16 – ECONOMIA ITALIANA

    La Corte costituzionale boccia l’organismo previsto dal decreto competitivit� – Marted� vertice di Rutelli con le Regioni

    Salta la �Cabina di regia� per il turismo

      Vincenzo Chierchia

      MILANO – La Cosulta ha dichiarato illegittima la Cabina nazionale di regia per il turismo. La strada per il nuovo Governo � in salita e per il neoministro delegato, Francesco Rutelli, si profila il primo grosso nodo da sciogliere, nell’incontro convocato a Roma marted� prossimo, con Regioni e associazioni di settore, in cui si parler� anche del mancato decollo del portale Italia.it, costato finora 45 milioni.

      La Corte costituzionale ha bocciato nei giorni scorsi il Comitato che era stato istituito con la legge 80 del 2005, che aveva convertito il "decreto competitivit�". Per la Consulta risulta illegittimo sotto il profilo costituzionale proprio quella Cabina di regia invocata a lungo dagli imprenditori, come antidoto alla frammentazione dei progetti e degli investimenti, tra le cause principali della perdita di competitivit� dell’Italia sullo scenario turistico internazionale.

      �Ora serve un decreto in tempi rapidi – commenta Costanzo Jannotti Pecci, presidente di Federturismo – anche se occorre attendere l’esito del referendum costituzionale. Ma la Cabina di regia va rilanciata al pi� presto, nel rispetto delle prerogative delle Regioni, per dare gli indirizzi alla neonata Agenzia.

      Il Comitato, previsto a maggio 2005 e istituito a settembre presso il ministero delle Attivit� produttive (oggi la delega � passata ai Beni Culturali), si era insediato ufficialmente alla presenza dell’ex presidente del Consiglio, Silvio Berlisconi, il 3 novembre. Ma da allora, complici la fine della legislatura e il rinnovo di Parlamento e Governo, si � riunito solo una volta (due gli incontri tecnici). Di alto profilo la composizione: sette ministri (Attivit� produttive, Affari regionali, Innovazione tecnologica, Economia, Ambiente, Infrastrutture, Beni culturali), cinque rappresentanti delle Regioni, tre delle associazioni di settore e uno ciascuno per Camere di commercio, Province (Upi) e Comuni (Anci).

      Al Comitato si � accoppiata la riforma dell’Enit, il vecchio ente di promozione all’estero, ora trasformato in Agenzia, nel cui Cda siedono sette rappresentanti delle Regioni su 15 componenti.

      Le Regioni non hanno apprezzato la nuova struttura di governance, pur facendone parte, e hanno scelto la via dello scontro istituzionale. Tra maggio e luglio del 2005 alla Corte costituzionale sono arrivati i ricorsi di Toscana, Campania, Veneto e Abruzzo che hanno contestato anche il ruolo dell’Agenzia e i fondi straordinari (20 milioni in aggiunta ai 24 di dotazione) concessi dal Governo nel 2005. E la Corte ha dato ragione alle Regioni sul fatto che il Comitato abbia leso le prerogative di autonomia decisionale in campo turistico che le amministrazioni hanno oggi dopo il referendum che ha abolito il ministero del Turismo negli Anni 90 e dopo la riforma del Titolo V della Costituzione.

      I dati Uic sui flussi turistici lasciano intravvedere qualche scricchiolio dopo la ripresa di fine 2005. Tra gennaio e marzo la spesa dei turisti stranieri in senso stretto � calata a quota 2,2 miliardi dai 2,4 del 2005
      (-10%) mentre si registra una flessione di circa 6 milioni di pernottamenti in albergo (-8,8%). Bene gli americani, ma i tedeschi latitano.