Salsomaggiore: no dei compratori

10/12/2003

ItaliaOggi (Turismo)
Numero
292, pag. 13 del 10/12/2003
di Carlo Russo


Salta la privatizzazione per il ritiro dell’unico acquirente.

Stop a vendita terme

Salsomaggiore: no dei compratori

Colpo di spugna sulla privatizzazione delle terme di Salsomaggiore. Dopo tante discussioni e un lungo iter si è registrata la rinuncia dell’unico concorrente che aveva presentato un’offerta articolata, la Vitawell di Ascoli Piceno insieme alle Terme di Montecatini e ad altre quattro aziende. Poche ore prima del termine assegnato per la presentazione della candidatura a diventare il partner privato delle terme è arrivato l’annuncio del forfait. Un’altra cordata si era ritirata in precedenza.

La decisione sta provocando non poche polemiche, poiché è stata motivata dal fatto che ´una parte della città’, è scritto nella lettere con cui si annuncia il dietro-front, ´sembra non avere ancora pienamente maturato la decisione di affidare a un gestore privato il compendio termale delle due società Terme di Salsomaggiore e Terme di Tabiano. Un clima di ostilità’, prosegue la nota, ´probabilmente determinato da fattori contingenti, che non pregiudica la possibilità di riconfigurare, anche a breve, un contesto favorevole allo sviluppo di una proficua partnership tra il pool di aziende e la città di Salsomaggiore’.

Secondo il bando di privatizzazione, il socio privato sarebbe entrato in una nuova società a fianco di comune, provincia e regione. Sarebbe quindi sorta una newco che avrebbe gestito le terme e il 20% della proprietà, con possibili, ulteriori sviluppi della quota immobiliare.

Montecatini e Vitawell hanno lasciato aperto uno spiraglio. Ma la loro decisione impone in primo luogo al comune di chiudere il capitolo della privatizzazione così come era stato progettato. In pratica non si è trovato alcun privato interessato a cogestire gli stabilimenti e ad acquistarne una parte. Forse è proprio la decisione di mantenere una forte quota in mano pubblica ad aver spaventato i potenziali concorrenti e, alla fine, ad aver fatto scappare anche chi aveva osato vedere le carte.

A nulla è contato l’appeal di Salsomaggiore, la sua griffe legata al concorso di Miss Italia, le potenzialità di sviluppo industriale di un marchio così forte.

Il commento di comune, provincia e regione è stato affidato a un comunicato congiunto, che non nasconde la delusione: ´Insieme al rammarico per la decisione del ritiro dell’offerta vi è la consapevolezza di avere proposto al mercato termale italiano ed europeo un percorso di privatizzazione tra i più avanzati quanto al sistema di tutele e garanzie per i lavoratori e il territorio. Ma il mondo imprenditoriale italiano’, sottolineano gli enti locali, ´nel bel mezzo di una fase economica difficile che non ha risparmiato certo il settore termale, non è stato pronto a raccogliere la sfida di un nuovo e più maturo rapporto tra pubblico e privato che la nostra procedura sottintendeva’.