S’allarga la platea della decontribuzione

21/12/2001

Il Sole 24 ORE.com



    Rientrano anche i contratti a termine trasformati a tempo indeterminato – Tfr, ipotesi cartolarizzazione

    S’allarga la platea della decontribuzione
    ROMA – Decontribuzione del 3-5% per le imprese su tutti i neo-assunti compresi, quasi sicuramente, quelli che passano dal contratto a termine a quello a tempo indeterminato. Destinazione di tutto il Tfr alla previdenza integrativa, tranne qualche limitata eccezione legata ai lavoratori più anziani, con l’ipotesi ancora aperta di ricorrere alla cartolarizzazione. Progressiva estensione al pubblico impiego delle nuove regole previdenziali. Sono questi i punti chiave della delega sulle pensioni che è stata varata ieri dal Consiglio dei ministri. Per far diventare operativa la riforma, che prevede anche la liberalizzazione dell’età pensionabile e la progressiva abolizione del divieto di cumulo, il Governo dovrà varare entro un anno dall’entrata in vigore della nuova legge uno o più decreti legislativi. Che saranno messi a punto seguendo il metodo, come ha detto il ministro Roberto Maroni, del «dialogo sociale»: la prossima "sessione" si aprirà il 7 gennaio. Platea più ampia per la decontribuzione. La decontribuzione del 3-5% per le imprese dovrebbe scattare anche per i lavoratori che passano per la prima volta dal contratto a termine a quello a tempo indeterminato. In altre parole si dovrebbe allargare la "platea" soggetta alla decontribuzione. Il ministro Maroni ha comunque specificato che i criteri saranno definiti con i decreti legislativi. Il trattamento previdenziale dei lavoratori non subirà riduzioni: sarà l’Inps a farsi carico degli eventuali oneri aggiuntivi. Anche per gli "statali" le nuove regole, ma con gradualità. Ieri il Governo ha deciso di prevedere la progressiva estensione anche al pubblico impiego delle nuove regole previdenziali. Tutto il Tfr ai fondi forse con la cartolarizzazione. Tutto il Tfr "maturando" dovrà essere destinato alla previdenza integrativa, tranne qualche eccezione legata ai soggetti più anziani. Il lavoratore potrà decidere in quale fondo indirizzare la liquidazione: in caso di mancata comunicazione andrà automaticamente ai fondi chiusi. Il ministro Giulio Tremonti ha confermato che resta in piedi la possibilità di ricorrere alla cartolarizzazione del Tfr. Le compensazioni per le imprese. Oltre alla decontribuzione sui neo-assunti, salirà dal 3 al 4% l’esenzione contributiva per la quota salariale legata ai contratti aziendali, sarà eliminato il prelievo dello 0,20% per finanziare il fondo di garanzia del Tfr e saranno previste agevolazioni per l’accesso al credito delle Pmi. La metà del bonus contributivo per il rinvio dei pensionamenti di anzianità e i risparmi prodotti dalla previdenziale andranno a ridurre il costo del lavoro. La detassazione sui fondi. Sarà ampliata la deducibilità sui versamenti ai fondi e abbattuta l’aliquota di rendimento. Ci sarà inoltre "parità" tra tutte le forme integrative. Saranno rivisti i compiti della Covip. Incentivi per chi resta con contratti a tempo. Pur in possesso dei requisiti di anzianità si potrà decidere di proseguire il lavoro, attraverso nuovi contratti biennali rinnovabili, con l’azzeramento dei contributi: almeno il 50% andrà in busta paga, l’altra metà a ridurre il costo del lavoro. Età libera di pensionamento e diritti certificati. Potrà continuare a lavorare, beneficiando del bonus, anche chi è in possesso dei requisiti di vecchiaia. I diritti acquisiti saranno comunque certificati dall’ente di appartenenza. Sale l’aliquota dei parasubordinati. L’aliquota sui «co.co.co.» salirà dal 13 al 16,9 per cento. Cumulo ed emersione. Progressivamente sarà possibile cumulare l’«anzianità» con altri redditi da lavoro (ma non per gli "statali"). Previste misure per favorire l’emersione dei pensionati in nero. La riforma degli enti. Scatterà la riforma degli enti previdenziali, ma senza il vincolo di doverli ridurre a tre. M.Rog.
    Venerdí 21 Dicembre 2001