Salerno. Un flop il progetto Sma

03/02/2004

    martedì 3 febbraio 2004
    Un flop il progetto Sma
    Ex lsu al palo: oggi sit-in dei lavoratori

    Ciro Marino

    Spreco di denaro pubblico, lavoratori parcheggiati in attesa di essere utilizzati nelle mansioni previste e grande incertezza sul futuro. Si può sintetizzare così quello che il sindacato definisce un autentico ”flop” e che va sotto il nome di ”Progetto Sma Campania”. Un’iniziativa partita ufficialmente nell’ottobre del 2001 attraverso una convenzione tra la Sma, che detiene il 51 per cento, e la Regione (49%). Un progetto che prevede l’utilizzo degli ex Lsu (600 nella regione, 150 a Salerno) nella prevenzione degli incendi, la pulizia degli alvei dei fiumi, il monitoraggio e la difesa del territorio boschivo. Insomma, un piano ambizioso di tutela ambientale che ha previsto un periodo di formazione e la convocazione di una commissione regionale che ne seguisse l’evoluzione. Il progetto si avvaleva, oltre che di personale qualificato (circa 60 operatori sono laureati e diplomati), di attrezzature tecnologicamente avanzate, come gli strumenti satellitari, per il monitoraggio del territorio e, quindi, la prevenzione degli incendi in dotazione alle cinque stazioni provinciali: Fisciano, Sarno, Bracigliano, Tramonti ed Eboli. «Purtroppo di quel progetto, che pure due anni fa fu presentato in pompa magna, non si sa più niente – afferma Agostino Arguto della Filcams-Cgil. Il progetto fu definito come fiore all’occhiello di un’amministrazione regionale che aveva a cuore le sorti del territorio, specie dopo i fatti di Sarno, dando, nel contempo, una risposta occupazionale ai lavoratori precari. Un vero e proprio flop. Della commissione regionale che doveva seguire l’evoluzione del progetto non c’è traccia; e la Sma ha dimostrato abbondantemente di non avere capacità imprenditoriali». E i lavoratori? «Costretti a vivere con 700 euro al mese, visto che coprono solo 30 ore settimanali – spiega Arguto – dovendo improvvisare ogni giorno. Senza contare le questioni relative alla sicurezza. Una situazione che crea grandi tensioni tra i lavoratori». Non a caso, dopo aver proclamato lo stato di agitazione, i lavoratori daranno vita, stamane, a un sit-in davanti alla Prefettura: chiedono un incontro con Sma e Regione.