Salerno. Selfin, salvati dai contratti di solidarietà

22/03/2004

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Sabato 20 Marzo 2004

    MARCIANISE. SINDACATI SODDISFATTI DOPO L’ACCORDO CON L’IBM
    Selfin, salvati dai contratti di solidarietà

    ENZO MULIERI
    Sono i contratti di solidarietà, ancora una volta, a rivelarsi lo strumento più efficace per le «ripartenze» delle aziende in crisi. Lo dimostra per ultimo la vertenza del gruppo Selfin, società specializzata in servizi informatici per conto della Ibm, con stabilimento a Marcianise, che a conclusione di una lunga trattativa ha raggiunto l’altro giorno un positivo accordo col sindacato per il mantenimento dei livelli occupazionali. La Selfin, che sta attraversando una difficile fase congiunturale, non ha seguito la strada dei licenziamenti per fronteggiare gli esuberi, come si era temuto alla fine dello scorso anno nel corso di una manifestazione nel capoluogo partenopeo. Ricorrerà invece a 386 contratti di solidarietà per tutto il gruppo (circa 60 gli addetti interessati a Marcianise) prevedendo una riduzione dell’orario spalmata sul 50% dell’intero organico. Il provvedimento avrà la durata di un anno, con possibilità di prosecuzione previa verifica del budget aziendale. Altro risvolto del tutto significativo, nell’ambito dell’accordo nazionale, la possibilità offerta a tutti i dipendenti di usufruire delle ferie durante l’anno, con due settimane garantite nel mese di agosto. Ma non basta.
    «La direzione del gruppo ha manifestato la sua disponibilità a incentivare entro il 31 marzo gli esodi sotto forma volontaria – ha precisato Giovanni Carpino segretario regionale della Filcams-entro il 15 aprile sarà in condizione anche di indicarci il numero dei dipendenti che vi potranno accedere». Un accordo, insomma, ad ampio raggio, quello stilato all’Unione degli industriali di Roma, cui va riconosciuta una duplice valenza strategica. Da una parte viene a dimostrare come anche nel campo dei servizi tecnologicamente più avanzati l’intervento degli ammortizzatori sociali possa essere non solo legittimo ma anche necessario per la ripresa produttiva.
    Dall’altra rappresenta un segnale in controtendenza, in un territorio come quello casertano segnato profondamente dalla crisi di un’altra multinazionale, l’ Eds, operante nello stesso settore. «Era il massimo che potessimo ottenere – considera Pasquale Campanile segretario provinciale della categoria – rispetto ad un’azienda che non naviga in buone acque e che nei primi due mesi di febbraio avrebbe accusato gravi perdite, per mancanza di commesse. Malgrado questo sono salvi tanti posti di lavoro».