Salerno.Scuola, i 780 Lsu minacciano il blocco

13/09/2002





giovedì 12 settembre 2002


 
 

Nella foto un corteo di lavoratori socialmente utili


Scuola, i 780 Lsu minacciano il blocco

Si rifiutano di lavorare di più senza gli aumenti Lezioni a rischio nell’ultima settimana del mese
Un nuovo accordo impedirebbe di completare la pianta organica con altre 513 unità

Ciro Marino

Il nuovo anno scolastico rischia di iniziare tutto in salita. Il primo significativo blocco delle attività, riguardanti i servizi di pulizia e delle funzioni Ata, potrebbe scattare il 23, 24 e 25 settembre prossimi. Lo sciopero è stato proclamato dalle organizzazioni sindacali di categoria e dai confederali aderenti a Cgil, Cisl e Uil e riguarda 780 lavoratori circa che prestano servizio nelle scuole della provincia di Salerno. Tutti ex Lsu e assunti da più di un anno dai consorzi nazionali: Ciclat, Manital, Cns e Miles trascinano la loro vertenza da tempo tra incontri istituzionali e assemblee sindacali per cercare di sanare la situazione in cui si trovano. Sono impegnati nei servizi di pulizia e nelle funzioni Ata in tutte le scuole della provincia, lavorando 30 ore settimanali a fronte di uno stipendio che si aggira intorno ai 600 euro. A dar fuoco alla miccia un recente incontro, in assenza dei sindacati, avvenuto il 16 luglio scorso, tra i responsabili dei consorzi e il Ministero della Pubblica Istruzione. In quella occasione è stato siglato un accordo che prevede un aumento dei metri quadri assegnato ad ogni lavoratore per la pulizia delle aule: dai 640 metri, che era l’ipotesi precedente, si è passati a 900. «Se passa quest’ipotesi Ð ha dichiarato Antonio Pastore della Uil Ð si vanifica, di fatto, la possibilità di colmare un vuoto in pianta organica, attraverso l’assunzione di altro personale, individuato in 513 unità dal piano di attuazione predisposto dal Provveditorato di Salerno. Inoltre questa seconda ipotesi sta a significare un carico di lavoro in più per i lavoratori, nonostante nell’accordo non ci sia nessun riconoscimento ufficiale sia per le funzioni che svolgono e sia sul versante economico». La decisione di arrivare allo sciopero è scaturita l’altro giorno a seguito di un attivo sindacale presso il Centro sociale di Salerno. Non usa mezzi termini Agostino Arguto della Filcams-Cgil che ha denunciato, nel suo intervento «il senso di irresponsabilità di chi ha competenza territoriale sia nei riguardi di una vertenza che si trascina da troppo tempo, sia per il forte ”rischio igiene” che deriverà dallo sciopero dei lavoratori». L’esponente sindacale ha fatto sue anche le preoccupazioni riguardanti le norme contenute nell’ultima Finanziaria: «In essa- continua Arguto Ð non c’è traccia di copertura finanziaria già a partire dal primo gennaio 2003, così come non ci sono segnali di sgravi fiscali proprio nei confronti di cooperative e consorzi». Traduzione: il futuro di questi lavoratori, già oggi caratterizzato dalla precarietà, da qui ai prossimi quattro mesi è contrassegnato da una pesante incertezza. Per Franco Tavella della Cgil «a questi lavoratori va riconosciuta parità di diritti : 36 ore settimanali con relativo innalzamento della retribuzione e riconoscimento delle funzioni del personale dipendente della Pubblica Istruzione». A seguito dei tre giorni di sciopero ci sarà una manifestazione nazionale a Roma davanti alla sede del Ministero cui parteciperanno i sindacati confederali e nazionali della scuola, mentre si aspetta una convocazione urgente in Prefettura alla presenza del Provveditore, dei responsabili dei consorzi e della Direzione regionale della Pubblica Istruzione per trovare una soluzione.