Salerno. Provincia e Comune a difesa del Jolly

11/12/2003




mercoledì 10 dicembre 2003

 

 

La palazzina del Jolly hotel sul lungomare


Provincia e Comune a difesa del Jolly
De Biase chiama i vertici della catena
la vertenza

Personale ancora in agitazione

Prima l’incontro con il presidente della Provincia, Alfonso Andria, poi quello con il sindaco Mario De Biase. Scendono in campo le istituzioni nella vertenza che vede contrapposti i 32 dipendenti dell’hotel Jolly ai vertici della catena alberghiera. Ieri il primo cittadino ha annunciato un incontro con la direzione nazionale della compagnia. Con un duplice obiettivo: ottenere garanzie sul mantenimento dei livelli occupazionali ma anche insistere per la ricostruzione dell’albergo nell’area di Santa Teresa. Il caso Jolly è scoppiato giovedì scorso. Il personale dell’hotel Delle Palme ha dichiarato lo stato di agitazione dopo che i vertici della compagnia hanno annunciato la cessione dell’edificio di lungomare alla ”Immobiliare Panoramica” di Rocco Chechile, già titolare del Cetus di Cetara. Ieri la rappresentanza sindacale ha incontrato Andria e De Biase, chiedendo un intervento di garanzia prima che la compravendita sia ratificata. Il contratto prevede che dall’1 gennaio le redini dell’hotel salernitano passino nelle mani di Chechile, che pochi mesi fa ha vinto la gara per realizzare a Salerno un altro albergo, nell’area dell’ex cementificio. E’ qui che l’imprenditore punta a trasferire il prestigioso marchio Jolly, dopo averlo acquistato in franchising insieme alla struttura. Lo ha ribadito ieri pomeriggio in un incontro con i dipendenti, per i quali si è detto pronto a garantire il trasferimento dalla vecchia palazzina del lungomare al nuovo manufatto a forma di nave. Affermazioni che non sono bastate a far sospendere lo stato di agitazione. Oggi gli addetti del Jolly si riuniranno di nuovo in assemblea per decidere le modalità con cui portare avanti la vertenza. «E’ un estremo tentativo per tentare di far tornare la Jolly sui suoi passi – spiega Giuseppe Mancini della Filcams Cgil – ma anche un modo per evitare che, in attesa del trasferimento, alcuni di noi vengano licenziati e magari sostituiti con nuove assunzioni». La compravendita rischia di far saltare i piani del Comune, che avrebbe voluto coinvolgere la Jolly in una società di trasformazione urbana per la demolizione dell’albergo e la sua ricostruzione nella futura piazza di Santa Teresa. Un’operazione che non interessa né alla catena alberghiera né all’acquirente, disposto a vendere la struttura di lungomare al Comune, se quest’ultimo vuole abbatterla, ma non a ricostruirla. Così, nonostante l’hotel al cementificio, il progetto di aumentare i posti letto in città sarebbe destinato a fallire.
(c.d.m.)