Salerno. Lsu scuola, tornano i tagli

06/12/2002





giovedì 5 dicembre 2002


 
 

Una recente protesta degli lsu salernitani


Lsu scuola, tornano i tagli

Il sindacato: ora la situazione è drammatica

la vertenza Sono a rischio ottocento posti

Ciro Marino

«Il programmato incontro per la soluzione del problema degli Lsu-Ata non si è svolto in quanto il rappresentante del ministero dell’Economia ha disconosciuto gli impegni assunti dai ministeri della Pubblica istruzione e del Lavoro». Poche righe inviate ai sindacati di categoria per comunicare una decisione che rischia di provocare un dramma in Campania, dove è concentrato il maggior numero di Lsu: 6.300, dei quali 780 nel Salernitano. L’incontro avrebbe dovuto svolgersi il 3 dicembre, almeno stando agli accordi presi con il direttore generale della Pubblica istruzione a seguito della imponente manifestazione del 27 novembre scorso a Roma. Durante quella riunione, era stato anche assicurato che le risorse per finanziare i progetti delle convenzioni con i consorzi sarebbero state certamente reperite fino al 2006. Cosa che aveva fatto tirare un sospiro di sollievo ai lavoratori assunti dai quattro consorzi (in Italia sono circa 17mila) anche se i sindacati si erano riservati di attendere le decisioni dell’incontro interministeriale per sciogliere ogni dubbio. Poi la doccia fredda: non solo non ci sono i soldi, dicono al ministero dell’Economia ma si prevedono, in Finanziaria, tagli ulteriori per la pubblica istruzione di circa duemila miliardi di vecchie lire oltre a un taglio di circa mille miliardi dal fondo per l’occupazione. La situazione, dunque, si complica mentre continuano ad arrivare le lettere di licenziamento ai lavoratori delle cooperative che fanno parte dei consorzi nazionali. «La situazione è drammatica – dice Agostino Arguto, della Filcams-Cgil – Ci avevano assicurato che i soldi c’erano, ma hanno fatto marcia indietro. La tensione tra i lavoratori è alle stelle e facciamo fatica a controllarla. Sulla questione chiediamo l’intervento del prefetto e un forte interessamento della deputazione parlamentare salernitana». Un grido d’allarme sulle possibili conseguenze dal punto di vista dell’ordine pubblico. Intanto, nei prossimi giorni i sindacati terranno assemblee con i lavoratori che hanno già proclamato lo stato di agitazione, alle quali parteciperanno anche i segretari confederali della scuola di Cgil, Cisl e Uil. Alle scuole verranno assicurati solo i servizi essenziali, ma non si esclude il blocco totale dell’attività, mentre rimane confermato lo sciopero del 12 dicembre prossimo con sit-in davanti al ministero della Pubblica istruzione.