Salerno. Lsu presidiano la Prefettura

25/03/2004




giovedì 25 marzo 2004

 

 

Una fase del presidio attuato ieri in piazza Amendola


Protesta su orario di lavoro e straordinari

Lsu presidiano la Prefettura «Un incontro con i consorzi o bloccheremo le scuole»


Ciro Marino

La situazione è grave, almeno a sentire i sindacati di categoria Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltrasporti. La tensione è alta al punto che si corre il rischio di pregiudicare il regolare svolgimento delle lezioni nelle scuole della provincia di Salerno. Per questo ieri mattina una delegazione di ex Lsu impegnati nei servizi di pulizia nelle scuole ha presidiato la Prefettura con lo scopo di arrivare, in tempi brevi, ad un incontro con i rappresentanti dei quattro consorzi titolari della convenzione stipulata con il Ministero della Pubblica Istruzione. Per tali consorzi lavorano circa 780 lavoratori. E’ per loro che è stato fissato un incontro che si terrà entro l’8 aprile e discuterà vari punti: l’aumento dell’orario di lavoro (dalle 30 ore iniziali, da gennaio di quest’anno sono arrivati a 34 ore e da giugno ne faranno 35 settimanali); la mobilità provinciale tra imprese con lo scopo di accorciare le distanze tra i luoghi di residenza e quelli di lavoro; la retribuzione del lavoro straordinario in caso di sostituzione di colleghi assenti per malattia o per ferie. «Su tali questioni abbiamo già avuto numerosi incontri presso la sede dell’Ispettorato del lavoro di Salerno – afferma Agostino Arguto della Filcams-Cgil – ma ogni tentativo di accordo è risultato vano a causa delle posizioni rigide dei consorzi». Questioni di non secondaria importanza, se si tiene conto che l’intera piattaforma che da anni il sindacato sostiene tende ad incrementare lo stipendio dei lavoratori. Stipendio che, in media, non supera il milione e 300mila lire al mese. A questi vanno aggiunti altri motivi di insoddisfazione: fra tre mesi terminerà l’anno scolastico con la scadenza della convenzione; il 31 dicembre di quest’anno scade la copertura finanziaria della convenzione, mentre è ancora in alto mare l’applicazione della riserva del 30% da inserire negli organici delle scuole. »Si capisce come anche questi elementi contribuiscano ad accrescere – continua Arguto – lo stato di incertezza sul futuro occupazionale di questi lavoratori, tanto da far temere per il normale andamento dell’anno scolastico, per l’efficienza dei servizi e per la stessa tenuta democratica della vertenza, che potrebbe sfociare in un problema di ordine pubblico se non si arriverà ad una soluzione soddisfacente». E’ per questo che, ieri mattina, i lavoratori hanno chiesto l’intervento della massima autorità istituzionale del territorio.