Salerno. Crisi dei punti Snai: cinquanta operatori rischiano il posto

07/02/2003

INDICE EDIZIONI
Venerdì 7 Febbraio 2003


IL NUOVO ALLARME SUL FRONTE OCCUPAZIONE
Crisi dei punti Snai: cinquanta operatori rischiano il posto

REMO FERRARA
La crisi dei Punti Snai per il calo delle scommesse mette a rischio 12 mila posti di lavoro in tutta Italia? I sindacati salernitani seguono con interesse l’evolversi della vertenza. In provincia operano 14 Punti Snai: quattro a Salerno, due a Sarno, e uno a Angri, Battipaglia, Cava de’ Tirreni, Eboli, Mercato San Severino, Pagani, Pontecagnano Faiano e Scafati. In ogni punto, gli occupati (part time impiegati nei fine settimana) sono non più di una cinquantina.
Dalla segreteria nazionale della Uil, Marco Morroni conferma l’allarme: «Per ottenere le autorizzazioni – dice – questi centri ipotizzarono un boom di scommesse, garantendo un gettito fiscale che oggi per loro è vincolante. Ma le previsioni non sono state rispettate, ecco lo spauracchio dei licenziamenti».
«Anche la realtà salernitana ne risente – aggiunge Riccardo Fiore, segretario provinciale Uil – Per questi lavoratori si applica il contratto dei metalmeccanici, e non quello del terziario, perché utilizzano strumenti meccanici. Questi dipendenti sfuggono all’attenzione del sindacato perché non appaiono». Attenzione elevatissima, quindi: «Abbiamo ricevuto da pochissimo tempo qualche segnalazione e lamentela – conclude Fiore – e ci siamo prontamente attivati. Di certo si profilano scenari poco positivi. Senza tralasciare il fatto che, in località a forti condizionamento camorristico, queste attività diventano pericolose per l’evidente intreccio con le scommesse clandestine».
Denuncia la poca chiarezza nel comparto anche Fausto Morrone, segratario provinciale della Cgil: «Non c’è alcun lavoratore associato al nostro sindacato, e già questo, di per sé, è un dato allarmante: temiamo infatti che in questo comparto non si rispettino i contratti». «La Snai aveva preannunciato il risanamento entro il 2004 – aggiunge Pietro Ciotti (nella foto), segretario della Cisl – per cui rimaniamo in attesa: ma in provincia le scommesse non occupano molti lavoratori: in gran parte impiegati nei fine settimana e in prossimità dei grandi eventi sportivi».