Saldi: una fiammata per i consumi

11/01/2005

    martedì 11 gennaio 2005

      Pagina 15 – Economia

        I SALDI
        I commercianti: nei primi giorni più 10-15%
        Prezzi scontati fino al 50%
        una fiammata per i consumi

          Stanno andando benissimo il Centro-Sud e il Veneto, meno bene la Lombardia
          L´offerta a prezzi ridotti durerà sei settimane. "Una boccata di ossigeno"
          File di ore per acquistare una borsa Gucci o un vestito Dolce e Gabbana

            LUISA GRION

              ROMA – Per una borsa Gucci modello "Bardot", a Napoli, ci si mette in fila per ore. E´ in tessuto, forma arcuata: costava 470 euro ora è vostra a 230. A Firenze i negozi specializzati in marchi super hanno gli scaffali già vuoti: da Cavalli a Prada, tutto al 50 per cento. Da Dolce e Gabbana, a Roma, meglio lasciare il nome all´ingresso e farsi un giretto, quando arriva il turno il commesso chiama.

              La griffe è tornata: addio, almeno per qualche settimana, alla crisi dei consumi. A fare il miracolo sono stati i saldi. Saldi «veri», con sconti che anche nelle boutique di lusso non scendono sotto il 30 per cento e arrivano al 50, e con prezzi che – dicono i clienti in fila – grazie ai tagli-record tornano ad essere «vagamente possibili».

              Se i consumi di Natale sono andati male, i saldi di gennaio stanno andando bene. Lo ammettono anche i commercianti: tirando le somme del primo fine settimana di offerta a prezzi ridotti, le vendite – stima Confesercenti – sono in netta ripresa. Rispetto ai saldi dell´anno scorso l´aumento medio è del 10-15 per cento. Vanno benissimo il Veneto e il Centro-Sud, meno bene la Lombardia. Stabili Abruzzo, Emilia Romagna, Piemonte e Liguria.

              Certo, per avere un quadro definitivo della situazione bisognerà aspettare almeno metà febbraio, visto che l´offerta a prezzi ridotti durerà sei settimane. Ma «l´avvio è promettente – commentano alla Confesercenti- speriamo continui, si tratterebbe di una boccata d´ossigeno per i consumi ormai al limite del soffocamento».

              Se l´operazione saldi funziona, infatti, il risultato non è da poco: nelle vendite di fine stagione sono coinvolte circa 165 mila imprese commerciali. Il periodo d´oro resta quello delle vendite natalizie, ma quest´anno – dicono alla Confcommercio – la corsa al regalo è mancata. Le grandi case hanno retto meglio, il dettagliante ha continuato a soffrire. Ora, appunto, la svolta.

              Da questi saldi, infatti, i commercianti si aspettano moltissimo, anche perché la liquidità che entra nelle casse in questo periodo è fondamentale per decidere come rifornire il magazzino nella prossima stagione. Quest´anno poi – fanno notare – lo sconto è più alto del solito (il «taglio» di prezzi medio nei negozi «buoni» negli anni passati non superava il 25 per cento, oggi la media è attorno al 40) appunto perché le vendite delle Feste sono andate piuttosto male e il clima, per nulla freddo , non ha aiutato.

              Rispetto al «vuoto» che ha caratterizzato l´ultima settimana del 2004, ora è «assalto». «Le offerte di questo periodo – dice Carlo Mochi, responsabile del centro studi Confcommercio – coprono, a seconda della tipologia del negozio, da 15 al 22 per cento del fatturato della stagione. Il loro buon andamento è sempre importante, ma quest´anno è più importante del solito.

              Nel settore abbigliamento le vendite del 2004, in quantità, sono state inferiori rispetto a quelle dello scorso anno e il fatturato è calato del 5 per cento». Ora, appunto, ci sono sei settimane per rifarsi, sei settimane per sperare che – dopo un anno di blocco – i consumatori si lascino andare almeno un po´, almeno sull´acquisto di qualità da fare, ormai, una volta all´anno.