Salari reali in aumento in tutta Europa tranne che da noi

19/04/2004


DOMENICA 18 APRILE 2004
Pagina 14 – Economia
Rapporto Eurostat sulle retribuzioni degli operai dell´industria manifatturiera.
Ai primi posti: Irlanda, Regno Unito e Olanda
Potere d´acquisto, Italia ultima

In sei anni salari reali in aumento in tutta Europa tranne che da noi

Crescita zero per il single, e di appena il 7% per la coppia monoreddito e due figli
I nuovi paesi Ue partono da stipendi molto inferiori, ma stanno recuperando

RICCARDO DE GENNARO


    ROMA – Ultimi e nettamente distaccati, nell´Unione europea, in quanto a potere d´acquisto dei salari. Dal ´96 al 2002 le buste paga dei lavoratori italiani non sono assolutamente aumentate in termini reali. Questo significa che due anni fa gli operai dell´industria compravano con il loro stipendio la stessa quantità di beni e servizi di sei anni prima, a fronte però di un sensibile aumento della produttività (ovvero: carichi di lavoro più gravosi e, dunque, più fatica). Negli ultimi due anni, poi, la situazione è tutt´altro che migliorata. Anzi: nel biennio 2002-2003 il potere d´acquisto dei salari – anche quelli di fatto – è addirittura diminuito. Le cause individuate dagli economisti sono la stagnazione economica, l´aumento dell´inflazione, la mancanza di una politica dei redditi, ma anche la perdita di potere contrattuale da parte dei sindacati.
    I dati sulla mancata crescita dei salari reali (lordi e netti), che hanno riportato l´attenzione sulla «questione salariale» e messo in discussione l´efficacia dell´accordo sulla politica salariale del luglio ´93, sono confermati dall´Eurostat, l´istituto europeo di statistica. Che, dal suo speciale osservatorio, aggiunge a quello dello stop del potere d´acquisto dei salari italiani, un dato particolarmente inquietante: l´Italia è all´ultimo posto, distaccata di molti punti, nella classifica dell´Europa dei 15 in tema di crescita del potere d´acquisto: dal ´96 al 2002, il potere d´acquisto delle tute blu, già molto basso (nel ´95 i salari lordi hanno toccato il loro minimo storico), è cresciuto infatti meno che in tutta Europa, cioè è rimasto al palo. Questo vale, in particolare, per i lavoratori single senza figli e per le coppie con due redditi senza figli. L´aumento del potere d´acquisto è, invece, soltanto del 4 per cento per la coppia con due redditi e due figli e del 7 per cento per la coppia con un reddito e due figli.
    Il confronto con gli altri paesi dell´Unione europea è preoccupante. Per le medesime tipologie familiari, il potere d´acquisto (i redditi reali netti) aumenta negli stessi sei anni in Irlanda tra il 32 e il 36 per cento. In Germania l´aumento è compreso tra il 10 e il 14 per cento, in Francia del 23 per cento per tutti, in Gran Bretagna tra il 20 e il 30 per cento. L´aumento medio europeo sta tra il 17 e il 18 per cento. Da noi, ripetiamo, la crescita sta tra lo 0 e il 7 per cento. «Il confronto con il resto d´Europa conferma – si legge in un intervento dell´economista Davide Dotti sul sito «lavoce.info» – conferma la sensazione diffusa di declino relativo delle retribuzioni. La moderazione salariale seguita all´accordo sulla politica dei redditi del luglio ´93 ha probabilmente giocato un suo ruolo».
    La lunga stagnazione dei salari reali, aggiunge l´economista, può spiegare anche la notevole crescita occupazionale: al contrario che negli anni Ottanta, le imprese hanno trovato più conveniente privilegiare processi produttivi ad alta intensità di lavoro, piuttosto che investire in nuovi impianti. Nello stesso tempo è emerso un problema di redistribuzione del reddito. «L´incremento della quota dei profitti sul reddito nazionale che dura da oltre un decennio – dice ancora Dotti – non è stato bilanciato dalla crescita degli investimenti fissi». Il che, in parole povere, vuol dire che gli industriali non solo non hanno aumentato i salari in linea con la produttività, ma si sono intascati gli utili senza reinvestirli nelle aziende. Riusciranno i sindacati, che chiedono una nuova politica dei redditi, a recuperare il terreno perduto?