Salari meglio dell’inflazione

23/12/2003



      Martedí 23 Dicembre 2003

      Economia


      Salari meglio dell’inflazione

      Per l’Istat a novembre crescita del 2,5%


      ROMA – Le retribuzioni marciano un po’ più spedite dell’inflazione. In novembre, infatti, le buste paga sono cresciute del 2,5% su base annua, un incremento che non si discosta in misura significativa da quelli registrati nei mesi precedenti. Questa dinamica consente a salari e stipendi di conservare un minimo margine di vantaggio sui prezzi al consumo (+2,4, sempre in novembre, se misurati attraverso l’indice per le famiglie di operai e impiegati al netto dei tabacchi). Il guadagno in termini reali può essere stimato in circa un decimo di punto percentuale. Per di più, nei confronti di ottobre le retribuzioni non hanno fatto registrare alcuna variazione, nonostante gli aumenti corrisposti ai dipendenti delle imprese pubbliche e private dei servizi di smaltimento dei rifiuti e l’applicazione dell’indennità di vacanza contrattuale nelle industrie del cemento, della calce e del gesso. Il bilancio provvisorio del 2003 resta comunque fermo sulle posizioni dei mesi precedenti. Nei primi undici mesi dell’anno infatti l’aumento delle retribuzioni è bloccato al 2,1% rispetto allo stesso periodo del 2002, come in settembre e ottobre. Una variazione che molto probabilmente – anche se con un modestissimo rialzo – coinciderà con il risultato finale del 2003. In base alla dinamica dei mesi precedenti e ai contratti in vigore alla fine di novembre, le retribuzioni – secondo l’Istat – hanno già acquisito per l’intero anno una crescita del 2,2%, otto decimi di punto al di sopra dell’inflazione programmata (ma circa mezzo punto percentuale meno dell’inflazione reale, che con ogni probabilità si attesterà sul 2,7%). Da segnalare anche che alla fine di novembre rimanevano in attesa di rinnovo 19 accordi collettivi nazionali (che interessano complessivamente circa 3,7 milioni di dipendenti, con un peso del 28,8% sul "monte" retributivo contrattuale). Dipende dunque dalla sigla o meno di questi rinnovi se salari e stipendi riusciranno a incasellare un consuntivo lievemente migliore di quello attuale. In novembre, intanto, è stata la pubblica amministrazione, con un incremento del 3%, a mettere a segno la crescita più sostenuta. Seguono trasporti e comunicazioni col 2,9% (+3,1% nel solo settore dei trasporti) e l’industria col 2,8 per cento. Sotto l’inflazione la crescita in tutti gli altri settori, dove gli aumenti oscillano tra il 2,2% dei servizi privati e l’1,9% del credito e dell’agricoltura per scendere all’1,5% del commercio. Nel settore manifatturiero la crescita è pari al 2,9%, con variazioni che vanno da un massimo del 3,3% per gli addetti alle industrie metalmeccaniche a un minimo dello 0,9% nel settore dell’energia e dei petroli. Aggiornato, infine, il dato sul l’andamento degli scioperi, che risultano sempre in forte calo. Le ore lavorative perdute a causa di conflitti di lavoro nei primi dieci mesi del 2003 si sono ridotte a circa 11 milioni, con una diminuzione del 64,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno passato.
      ELIO PAGNOTTA